I 3 allenatori che potrebbero prendere il posto di Guardiola al Manchester City

Luca Calzolari
·4 minuto per la lettura

Con il contratto di Pep Guardiola con i Citizens in scadenza a giugno del 2021, il Manchester City sembra già attivo sul mercato per non farsi trovare impreparato in caso di addio del tecnico spagnolo. Dopo cinque anni potrebbe terminare dunque la sua avventura inglese, a causa anche di alcune polemiche dopo l'uscita ai quarti di finale dalla scorsa Champions League per mano del Lione. Come suo sostituto abbiamo ipotizzato tre nomi.

1. Julian Nagelsmann

Maja Hitij/Getty Images
Maja Hitij/Getty Images

A soli 33 anni, Julian Nagelsmann si sta dimostrando uno dei migliori allenatori al momento in circolazione. Il tecnico tedesco ha cominciato la sua carriera tra i professionisti 4 anni fa, subentrando sulla panchina dell'Hoffenheim alla 21° giornata di campionato, diventando il più giovane allenatore della storia della Bundesliga. Riuscirà a condurre la squadra dal penultimo posto in classifica a un'insperata salvezza. Nelle due stagioni successive condurrà la squadra al quarto e terzo posto, regalando per la prima volta al club la qualificazione alla Champions League. Verrà poi acquistato dal Lipsia, dove arriverà al terzo posto in Bundesliga e raggiungerà la semifinale di Champions League, eliminando Tottenham e Atletico Madrid. Numeri importanti, considerando la sua età. Recupero palla e pressing rappresentano il punto cardine della sua filosofia di gioco, ma ha anche detto di essere un ammiratore di Guardiola e del suo gioco di posizione. Scrivere o parlare di Julian Nagelsmann costringe a seguire la sua filosofia in campo. Difficile organizzare il racconto di uno che in campo prevede un disordine continuo che esplode in sinfonie perfette. Potrebbe essere un profilo interessante, soprattutto perchè le sue idee calcistiche sembrerebbero perfette per la Premier League.

2. Mauricio Pochettino

Justin Setterfield/Getty Images
Justin Setterfield/Getty Images

Mauricio Pochettino è ormai da un anno senza squadra e potrebbe essere un altro nome decisamente interessante. Si era parlato già in questa sessione estiva di mercato di un possibile suo arrivo sulla panchina del Manchester City, ma alla fine è stato deciso di continuare ancora con Guardiola. La carriera di Pochettino è iniziata all'Espanyol da vice allenatore di Esnal, che a metà stagione verrà esonerato, lasciando la panchina all'argentino. Riuscirà a raggiungere una salvezza insperata, guadagnandosi la fiducia anche per i seguenti 4 anni. Passerà poi al Southampton a metà stagione, risollevando la squadra, reduce da un brutto girone d'andata. Buona la stagione successiva che gli consente di passare così al Tottenham, dove otterrà buoni risultati. Sfiorerà la vittoria della Premier League più volte e della Champions League, perdendo solamente in finale contro il Liverpool. Detto questo, Mauricio Pochettino è senza dubbio uno dei migliori allenatori in circolazione, anche se non ha ancora nessun trofeo in bacheca. Quello che lo rende speciale e corteggiato però, è il suo modo “ossessivo” di vivere il calcio, l’identità di gioco delle sue squadre, il valorizzare le risorse umane a disposizione, lui il top player lo crea, quasi principalmente dal settore giovanile facendo le fortune economiche dei presidenti che lo hanno avuto. Sarebbe sicuramente interessante vedere il suo amato 4-2-3-1 a Manchester, dove c'è un'abbondanza offensiva incredibile. Un altro amante di pressing continuo e transizioni, perfetto per il calcio inglese.

3. Massimiliano Allegri

VI-Images/Getty Images
VI-Images/Getty Images

Massimiliano Allegri, anche lui fermo da un anno ormai, è un nome di assoluto valore. Lo conosciamo per i suoi successi in Italia rispettivamente con Milan e Juventus e potrebbe rappresentare una scelta per il futuro dei Citizens sicuramente interessante; è in parte vero che per il modo di intendere il pallone di Allegri forse lo vedremmo un po’stonare in mezzo al contesto City, ma possiamo contare sulla sua grandissima capacità di adattamento che lo ha contraddistinto negli anni passati. I troppi gol subiti non rappresenterebbero più un problema così critico, dal momento che quasi sicuramente Max arretrerebbe, e di tanto, la linea difensiva, portandola a ridosso della propria area di rigore; in attacco sicuramente non verrebbero a mancare le opzioni, data la presenza di fuoriclasse come Sterling, Agüero e Mahrez (e ottime riserve come Ferran Torres e Gabriel Jesus). Un potenziale problema sarebbe invece rappresentato dal centrocampo, che non presenta grande solidità: a due mediani-registi come Fernandinho e Rodri, si affiancano infatti giocatori di altissima classe come Gündogan e Bernardo Silva, senza la presenza in rosa di un centrocampista in grado di fornire corsa e quantità. In conclusione, Allegri è un pragmatico, non un filosofo, e forse adesso per il City è arrivato il momento di lasciarsi guidare da un uomo di sostanza come lui.

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