I 300 bambini di Idlib che sognano il mondiale

Anche Idlib vuole il suo mondiale. Nello stadio comunale della città siriana martoriata da una guerra lunga 12 anni, 300 bambini provenienti dai campi profughi e da alcune aree industriali del Paese si sfideranno in un mondiale dedicato a loro. Come nella competizione organizzata dalla Fifa le squadre in competizione sono 32, e il calendario rispecchierà perfettamente le partite organizzate per il torneo ospitate dal Qatar.

L'ong Violet che ha organizzato l'iniziativa spiega che 25 squadre saranno formate da bambini provenienti dai campi profughi della città. I minori delle aree industriali della regione comporranno le altre 7. Ognuna delle squadre rappresenta una delle nazionali che stanno giocando in Qatar. Nella Spagna giocaBassel Sheikho, che viene dalla città di Sarmin, e appartiene alla squadra dei lavoratori di Idlib. Jihad viene dal campo di Deir Hassan e fa parte della squadra che rappresenta l'Inghilterra. "Io e i miei amici siamo pronti a vincere!", esclama.

L'evento mira ad accrescere l'attenzione sulla realtà dei bambini sfollati e di coloro che sono costretti a lavorare in condizioni di lavoro pericolose.

Le prime squadre a sfidarsi sono state il Qatar e l'Ecuador, proprio come nel mondiale della FIFA. Idlib sogna in grande in attesa di una pace, sperando che i problemi della città che ospita un milione e mezzo di profughi abbiano la stessa risonanza generata dai grandi stadi del Qatar. Si stima che mezzo milione di persone abbia perso la vita da quando la guerra è iniziata nel 2011.

Il gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), guidato dal capo dell'organizzazione di Al-Qaeda in Siria, è dominante nell'area, ma altri gruppi di ribelli sono attivi. L'inverno è un altro dei nemici da combattere: sta per iniziare in tutta la sua forza e si prevede che le piogge possano come ogni anno peggiorare la situazione nei campi profughi.