A 35 giorni dalla prima dose del vaccino giù del 95% il rischio decesso

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AGI - Il rischio di infezione, ricovero e decesso diminuisce progressivamente dopo le prime due settimane dalla prima dose di vaccino, e dopo 35 giorni "si osserva una stabilizzazione della riduzione che è circa dell'80% per il rischio di diagnosi, del 90% per il rischio di ricovero e del 95% per il rischio di decesso. Questi effetti sono simili sia negli uomini che nelle donne e in persone in diverse fasce di età".

Lo rileva il primo report di ministero della Salute e Iss sull'impatto della vaccinazione sui rischi di infezione e ricovero, frutto di una valutazione combinata dei dati dell'anagrafe nazionale vaccini e del sistema di sorveglianza integrata Covid-19. 

L'incidenza di diagnosi di Covid-19 nelle due settimane successive alla prima dose di qualsiasi vaccino, si legge nel report, è stata di 2,90 per 10.000 giorni persona, che si riduce a 1,33 nel periodo superiore a 15 giorni dalla prima dose.

Tale riduzione si osserva anche stratificando per genere, area geografica, categorie prioritarie di vaccinazione e periodo di calendario e risulta ancora più evidente se si considera la gravità nei 30 giorni successivi alla diagnosi.

L'incidenza di ricovero passa da 0,44 a 0,18 per 10.000 giorni persona, quella dei decessi da 0,18 a 0,04 per 10.000 giorni persona. L'età mediana delle persone vaccinate con una diagnosi è di 57 anni, con un ricovero successivo alla diagnosi è di 84 anni e delle persone decedute è di 87 anni. 

Il report, a cura del Gruppo di lavoro ISS e Ministero della Salute “Sorveglianza vaccini Covid-19” in collaborazione con i referenti regionali della sorveglianza integrata Covid-19 e con i Referenti regionali della anagrafe nazionale vaccini, presenta i dati a partire dal 27 dicembre 2020 (giorno di avvio della campagna vaccinale in Italia) al 3 maggio 2021, relativi a 13,7 milioni di persone vaccinate.

Dai dati emerge che il 95% delle persone vaccinate con vaccino Comirnaty o Moderna ha completato il ciclo vaccinale, ricevendo due dosi nei tempi indicati dal calendario vaccinale mentre per il vaccino AstraZeneca nessuna delle persone incluse nello studio aveva ricevuto il ciclo completo.

“Questi dati – commenta il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro – confermano l'efficacia delle vaccinazioni e della campagna vaccinale, e la necessità di raggiungere presto alte coperture in tutta la popolazione per uscire dall'emergenza grazie a questo strumento fondamentale”. 

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