5.600 nuovi tumori a vescica fra donne: a rischio le fumatrici

Red/rus

Roma, 12 ott. (askanews) - La sigaretta manda in fumo anche la salute intima delle donne e "accende" il rischio di alcuni tumori, in particolare della vescica e delle vie uroteliali superiori. Sono 57 mila le donne, in Italia, colpite da malattia (21.200 gli uomini) secondo i dati AIRTUM, (Associazione Italiana Registro Tumori) 3300 delle quali nella sola Campania, per un totale complessivo di 269.000 casi, ma solo per il 2018 sono attese fra le donne circa 5.600 nuove diagnosi. Con stime in crescita, direttamente proporzionali al numero aumentato di fumatrici, esposte a un rischio di malattia 4-5 volte superiore rispetto alle donne non fumatrici. A preoccupare non sono solo i numeri ma anche la difficoltà di diagnosticare precocemente il tumore della vescica, spesso 'ingannato' da una sintomatologia subdola: cistiti emorragiche (che invece non vanno mai banalizzate né da parte del paziente, né del medico) e l'aumento della frequenza urinaria da urgenza. Arrivare prima significa, invece, più qualità di vita per la donna e opzioni di cura conservativa in caso di tumori superficiali, ovvero una chirurgia per via endoscopica eventualmente seguita da chemio o immunoterapia, contro terapie demolitive con l'asportazione dell'organo e dei linfonodi intaccati da malattia, combinata a chemioterapia e/o radioterapia in caso di tumori vescicali muscolo-invasivi. Nuove e promettenti possibilità di cura si stanno profilando anche per alcune forme di malattia metastatica, trattabili efficacemente con l'immunoterapia. Come per i polmonari e delle altre vie respiratorie, l'astensione o la cessazione dal fumo è la prima azione protettiva e preventiva anche per i tumori vescicali, sebbene fra le donne (ex)fumatrici le probabilità di sviluppo di malattia non "si spengano" prima di 15 anni: un periodo molto lungo che spiega il potere nocivo del tabacco, non solo sulla vescica ma sulla salute generale dell'organismo. (segue)