5.600 nuovi tumori a vescica fra donne: a rischio le fumatrici -

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Roma, 12 ott. (askanews) - "Fumo di sigaretta, sostanze derivate da coloranti e vernici, inquinamento ambientale - dichiara Walter Artibani, professore di Urologia e Segretario generale della Società Italiana di Urologia (SIU) - sono tra i principali e noti fattori di rischio del tumore alla vescica. Patologia che, secondo i dati AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) coinvolge 260.000 italiani: 212.000 uomini, in cui rappresenta il quarto tumore per diffusione con circa 21.500 nuovi casi attesi per il 2018, e 57.000 donne fra le quali l'incidenza è sensibilmente minore con 'solo' 5.600 nuove diagnosi per lo stesso anno. Il fumo, tra i vari fattori di rischio, resta comunque il prioritario tanto da potere indurre un aumento delle probabilità di sviluppo di malattia, nelle donne fumatrici, di 4-5 volte superiore rispetto a coloro che non lo sono. Insorgenza che viene sollecitata dal contatto tra i cataboliti della nicotina con l'epitelio di rivestimento delle vie urinarie, l'urotelio".

Sebbene l'incidenza del tumore vescicale sia più contenuta nella donna, la diagnosi resta più difficile e complessa. "Spesso la 'scoperta' è tardiva - spiega il professore - a causa di fattori confondenti, in primo luogo la sottostima sia da parte della paziente che del medico delle cistiti emorragiche, le quali invece, così come qualsiasi altro episodio di ematuria macroscopica, anche episodico, non vanno mai banalizzate. Anzi, sono meritevoli di approfondimento diagnostico con ecografia addominopelvica, citologie urinarie e cistoscopia a seconda dei casi. Ovvero indagini che permettono di escludere la presenza di un tumore vescicale e/o di arrivare a una diagnosi precoce cui è legata una prognosi migliore e maggiori possibilità terapeutiche, anche conservative. Oltre alle cistiti emorragiche non vanno sottovalutati i disturbi persistenti di 'sindrome da urgenza' che aumentano il bisogno 'impellente' di urinare spesso".