5 criptovalute ‘minori’ su cui investire 10 mila euro e perché

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In una recente guida all’investimento in criptovalute abbiamo presentato 7 criptomonete principali sulle quali investire 10 mila euro, mentre qui presentiamo 5 criptovalute ‘minori’ su cui investire 10 mila euro e vediamo il perché subito.

Diciamo subito che sceglierle non è stato semplice e per tale motivo in fondo all’articolo proponiamo molto brevemente una lista di altre criptovalute su cui investire che il cripto investitore può prendere in considerazione.

Quindi, iniziamo col fare trading sulle crypto ora.

IOTA (MIOTA)

IOTA (MIOTA) è un interessante progetto dedicato all’Industria 4.0 nelle sue molteplici sfaccettature, quindi mobilità interconnessa, smart cities, identità digitale, commercio globale, e principalmente connessione di dispositivi elettronici a bassissimo costo (IoT).

Il progetto rompe con gli schemi di altri ecosistemi digitali spesso basati sullo stesso “schema” di fondo: token legati a exchange decentralizzati; criptovalute legate a piattaforme di smart contract; NFT, ecc.

Il progetto ha già qualche anno di vita, MIOTA è stato listato a partire dal mese di giugno del 2017. Da allora il progetto ha vissuto degli alti e dei bassi e anche qualche criticità in seno al gruppo di sviluppatori e di ricercatori, al netto dei problemi vissuti il progetto ha saputo superarli e procedere.

La quarta rivoluzione industriale interconnette le fabbriche al resto del mondo (Internet of Factory), in una realtà futura del genere le piattaforme decentralizzate giocheranno un ruolo fondamentale per garantire la sicurezza industriale. IOTA potrebbe giocare un ruolo in questo.

Anche le partnership del progetto sono di peso.

Bitcoin Cash (BCH)

Il fork più doloroso nella storia del bitcoin è stato bitcoin cash (BCH), la criptovaluta esiste dall’1 agosto del 2017 e per qualche mese ha vissuto un testa a testa con BTC prima di perdersi fagocitato dalle divisioni in seno ai gruppi che hanno appoggiato il fork dalla criptovaluta madre.

Oggi BCH appare lontano da quei 3.715 USD di prezzo raggiunti sul finire del 2017, così come il suo progetto non sembra essere riuscito ad attrarre un gruppo di persone abbastanza influente attorno a sé.

Ciononostante bitcoin cash resta una altcoin interessante perché al netto delle tante tribolazioni vissute e qualche hard fork lungo la strada, ancora resiste e dice la sua nel mondo delle criptovalute, dove rientra nelle prime 20 per capitalizzazione di mercato.

Per conoscere meglio il progetto, il sito web è https://bitcoincash.org/ e anche https://bch.info/it/.

Compound (COMP)

Compound (COMP) è il token ERC-20 generato sulla piattaforma Ethereum che alimenta il protocollo Compound, uno dei principali tra quelli che sono alla base della finanza decentralizzata dell’ecosistema Ethereum.

La piattaforma permette all’utente di depositare criptovaluta e di prestarla, ricevendone in cambio una certa quantità di interessi proporzionale a quanto ha vincolato. Numerosi i token ERC-20 che si possono vincolare nel lending, tra cui ETH, COMP, ma anche gli stablecoin DAI, TUSD, USDT e molti altri token famosi come MKR, UNI e SUSHI.

Compound esiste dal 2017, ma negli ultimi anni il prezzo del token COMP è salito a livelli fino a poco tempo fa impensabili. Tutto merito della finanza decentralizzata nel suo insieme, che sta conquistando un popolo di investitori crescente.

I rischi della piattaforma sono quelli tipici delle applicazioni di lending decentralizzate. Un bug nel sistema può portare al blocco permanente o alla perdita per furto dei crypto asset vincolati. Il crescente interesse delle autorità di regolamentazione sta generando un po’ di nervosismo perché non è ben chiaro come saranno inquadrati tali servizi a livello di singoli governi.

Il sito: https://compound.finance.

VeChain (VET)

Anche VeChain (VET) è un progetto interessante che si discosta dai soliti progetti legati sempre e solo ai market maker decentralizzati e a progetti che sembrano fatti apposta per volerci rifilare un token, perché il team di sviluppo ha bisogno dei nostri soldi.

VeChain è una piattaforma distribuita che si rivolge al mondo Enterprise per offrire soluzioni rivolte alla gestione complessa della logistica, del trasporto di materie prime, la tracciabilità dei cibi per garantire sicurezza alimentare.

La piattaforma ha stretto in questi anni numerose collaborazioni ed ha anche svariati clienti al suo attivo, in particolare in Cina, ma anche la Repubblica di San Marino ha usato la loro piattaforma per rilasciare i certificati vaccinali Covid-19 ai suoi cittadini.

Di contro. Il valore della sua criptovaluta VET non ha mai brillato e solo nel 2021 ha raggiunto picchi di prezzo mai sperimentati prima. VET è stato quotato dopo il balzo delle criptovalute del 2017, quindi non c’è un confronto con un ciclo precedente. Da acquistare durante le fasi di deprezzamento. Il progetto esiste invece dal 2015, il sito web: www.vechain.com.

Algorand (ALGO)

Beh Algorand (ALGO) è stato fondato dal professore Silvio Micali, italiano e brillante crittografo che insegna da sempre al MIT di Boston. Micali è anche Premio Turing (equivale a un Nobel) proprio per gli studi in crittografia.

Algorand esiste dal 2017 e nel team annovera anche un altro matematico e crittografo italiano, il giovanissimo professore Alessandro Chiesa. Investire perché italo-americano? No, anche perché nasce tutto negli USA.

La piattaforma è una blockchain decentralizzata del tutto autonoma con una sua criptovaluta (ALGO), che ha di positivo l’altissima velocità delle transazioni e l’altissima scalabilità con un milione di transazioni al giorno potenziali.

Tra i progetti presenti sulla piattaforma quello della SIAE, sì proprio quella che difende il diritto d’autore in Italia, ha creato 4 milioni di non fungible token per rappresentare i diritti di 100 mila creativi. Anche Circle, Tether e IDEX sono presenti su Algorand.

Di contro. Nato da una ICO, il suo prezzo iniziale era troppo alto e non ha retto e infatti solo di recente ALGO si è avvicinato al prezzo di lancio, ma non lo ha ancora bissato o superato. Molta la concorrenza data la presenza di Caradano, Avalanche e tante altre meglio posizionate mediaticamente.

Sito web: www.algorand.com.

Altre criptovalute ‘minori’ su cui puntare

Concludiamo questa breve presentazione di 5 criptovalute ‘minori’ sulle quale investire 10 mila euro, presentando molto in breve altre tre altcoin.

  • Chainlink (LINK): LINK è un token Ethereum disponibile dal 2017. Chainlink è un protocollo decentralizzato e una oracle network nata con l’obiettivo di raccogliere informazioni critiche per gli smart contract da fonti aperte esterne all’ecosistema.

  • Avalanche (AVAX): nata come rivale di Ethereum la piattaforma promette 6.500 transazioni al secondo e fornisce tutte le stesse caratteristiche del progetto di Vitalik Buterin. AVAX è la criptovaluta di un progetto nato, però, appena nel 2020 e che deve dimostrare ancora il suo valore (non quello della altcoin).

  • Polygon (MATIC): un protocollo di scalabilità di secondo livello per Ethereum, si pone l’obiettivo di risolvere i colli di bottiglia attuali della blockchain da cui dipende. Inoltre il protocollo permette la costruzione di nuove blockchain, nella logica delle “blockchain di blockchain”. Concettualmente non è molto diverso da Avalanche e dalla piattaforma che la ospita, ma gli ideatori hanno scelto di fondarsi sulla sicurezza di Ethereum, forse anche perché il team dietro al progetto ha contribuito fortemente allo sviluppo di Ethereum.

Conclusione

10 mila euro possono permettere di creare un portafoglio molto ampio, interessante e variegato. L’aspetto più importante che va sempre ricordato quando si comprano criptovalute al dettaglio è di entrare al momento giusto.

I migliori acquisti di crypto asset si fanno quando le criptovalute sono fortemente scontate, non a festa iniziata.

This article was originally posted on FX Empire

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