5 stelle adieu

Casaleggio, Grillo e Conte (Photo: Agf)
Casaleggio, Grillo e Conte (Photo: Agf)

La parola fine viene incisa sul Blog delle Stelle: “Questo Movimento non lo avrebbe riconosciuto nemmeno mio padre”. Davide Casaleggio si “disiscrive”. Termine che il figlio del co-fondatore Gianroberto utilizza per dire addio alla creatura, nata nel 2009, voluta e sognata fortemente da suo padre insieme a Beppe Grillo. Ma quello di oggi non è solo un addio personale, in fondo l’imprenditore milanese si era allontano da molto tempo, almeno da quando nel 2018 disse che il Movimento non era pronto per diventare forza di governo e il comico genovese gli rispose con un “Eh, ma belin...”. Con il saluto di Davide Casaleggio viene segnata la vera linea di demarcazione, tra un prima e un dopo. E il dopo è un dopo senza più i padri fondatori. Con Beppe Grillo sempre più lontano, ammaccato da vicende di famiglia che lo hanno visto crollare nell’indice di gradimento, anche tra i suoi parlamentari, che non lo invocano più come l’oracolo. I tempi del “decide Beppe” “vediamo cosa dice il blog” sono ormai un ricordo lontano.

Così come la fiducia riposta in Davide è svanita. Il figlio di Gianroberto, con grandi difficoltà, ha provato dal 2016 a raccogliere l’eredità del padre. Ha creato la piattaforma Rousseau che sarebbe servita a realizzare quella democrazia diretta che Casaleggio senior immaginava già in un video dal titolo: “Gaia: The future of politics”, in cui profetizzava un nuovo ordine mondiale, che dovrebbe avverarsi il 14 agosto 2054, quando dovrebbero esserci le prime elezioni via internet per proclamare “Gaia, il governo mondiale in cui partiti, religioni e ideologie spariscono”. Ma questo sogno palingenetico in breve tempo è diventato, dentro il Movimento 5 Stelle, una commedia all’italiana. E la storia si è conclusa oggi, per evitare di arrivare in un’aula di tribuna...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.