5 Stelle, le critiche dure di Di Battista padre e Beppe Grillo

Ad aprire le danze è stato Di Battista senior, che sui social ha pesantemente ironizzato sui risultati ottenuti dal governo Conte. (Credits – Getty Images

Fuoco amico sul Movimento 5 Stelle. Negli ultimi giorni, infatti, sono tante le critiche rivolte al partito di governo, ma non arrivano dalle opposizioni, impegnate più a farsi la guerra interna che ad attaccare il governo Conte. A sparare contro Di Maio e compagni, infatti, sono due “padri” storici del Movimento, cioè Vittorio Di Battista, il papà di Alessandro, e Beppe Grillo.

Ad aprire le danze è stato Di Battista senior, che sui social ha pesantemente ironizzato sui risultati ottenuti dal governo Conte. In particolare, Vittorio Di Battista ha evidenziato come in sei mesi di governo Di Maio e compagni abbiano fatto esattamente l’opposto di ciò che avevano promesso in campagna elettorale.

“E’ grazie a Dio che abbiamo vinto le elezioni e che siamo al Governo. In soli sei mesi, abbiamo rivoltato il Paese da così a così. Abbiamo chiuso l’Ilva, bloccata la TAP, iniziata la nazionalizzazione delle autostrade, creata la Banca Etica e tolti i finanziamenti all’editoria. Mai avrei pensato che, con il mio voto, avrei contribuito a raggiungere questi risultati. Ma non sono ancora completamente soddisfatto. Mentre per la definitiva privatizzazione dell’acqua, sono disposto ad aspettare ancora un poco, mi manca la cancellazione del Reddito di Cittadinanza, l’aumento delle pensioni d’oro, la prosecuzione del TAV, l’aumento dei contingenti dei nostri militari in “missioni di pace”, la richiesta agli yankees di altri F35 e la nomina di personaggi “loro”, a capo delle strutture di controllo. Allora, solo allora, la pillola andrà giù. A proposito di nomine, mi sembra di ricordare che il mio voto (che conta meno di niente), l’ho dato al Capo Politico del Movimento ed a nessun altro, neanche al garante del contratto. “Magda, tu mi adori? Vedi che la cosa è reciproca?”” il lungo post su Facebook di Di Battista padre.

Ieri, invece, a sparare colpi mortali sul 5 Stelle è stato il suo fondatore, Beppe Grillo, che appare sempre più distante dalla sua creatura. “Noi arriveremo a non capire più chi siamo, dove siamo, dove stiamo andando. E’ esattamente quello che sento io oggi nella politica italiana: non sappiamo dove andiamo, cosa facciamo e che cosa stiamo pensando. Aspettiamo questo Godot che non arriverà mai, ma arriverà semmai una macchina che avrà prodotto Godot che un giorno ci arriverà e si farà conoscere” dice il comico in un lungo videomessaggio. Non è un bel segnale quando i padri rinnegano i figli.

(Duccio Fumero)

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