5G, Zennaro (Copasir): si a Golden power e investimenti occidente

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Roma, 19 mar. (askanews) - Un potenziamento della Golden power per mettere al sicuro gli asset strategici italiani "è sicuramente un utile strumento a difesa e tutela dell'interesse nazionale", ma il vero problema alla base del dossier 5G risiede "in politiche miopi dell'Occidente - e soprattutto dell'Europa - nei confronti dei grandi investimenti in tecnologia". È quanto dichiara in un'intervista a Formiche.net Antonio Zennaro, deputato del Movimento 5 Stelle e componente del Copasir, il comitato parlamentare di vigilanza sull'intelligence che sta conducendo una serie di audizioni sul ruolo di colossi della Repubblica Popolare come Huawei nelle telecomunicazioni italiane, ma anche una indagine conoscitiva sulla più ampia minaccia cyber.

"L'Europa", aggiunge il deputato, "non ha voluto affrontare in maniera unitaria i dossier tecnologici, come quello specifico del 5G, il risultato è la mancanza di veri e propri campioni, se non nazionali, ma europei. Si possono utilizzare tutte le barriere all'entrata possibili, ma se l'Europa continua a scontare un gap tecnologico ed il primato dei brevetti tecnologici si sposta dall'Occidente verso l'Oriente, la colpa probabilmente risiede proprio in quelle politiche miopi nei confronti dei grandi investimenti in tecnologia. [...] È mancata una vera e propria regia su questi temi, abbiamo una collaborazione europea ben oliata sul tema dell'aerospaziale, perché non estenderla anche alle tecnologie delle telecomunicazioni compreso il 5G?".

Circa il rischio che l'utilizzo di determinate tecnologie made in China possa pregiudicare i rapporti dell'Italia con i suoi alleati e tagliare fuori Roma dallo scambio di informazioni sensibili con gli Usa, Zennaro commenta:" All'orizzonte non vedo rischi di chiusure di collaborazioni nello scambio informativo tra Stati Uniti e l'Italia. Come ha detto il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio, restiamo alleati degli Usa, restiamo nella Nato e all'interno del patto dei Paesi occidentali".

Infine, anche nel caso della oramai prossima firma del 'Memorandum of Understanding' tra il governo italiano e quello cinese sulla nuova Via della Seta, Zennaro ritiene che "non c'è nessuna volontà di stravolgere i nostri assetti internazionali o stabilire nuove alleanze a livello geopolitico, l'Italia rimane saldamente all'interno del perimetro atlantico. Ritengo che il governo con questa tipologia di iniziative voglia semplicemente creare un impatto positivo sulla crescita delle imprese italiane, dando valore e sostenendo l'esportazione del Made in Italy, delle nostre eccellenze, del nostro know-how, in un mercato che in questo momento ce lo chiede. La Cina è uno dei più importanti mercati mondiali, con oltre un miliardo di potenziali consumatori, ma per l'Italia rappresenta solo l'ottavo mercato di esportazione".

(Fonte: Cyber Affairs)