I 60 anni del Trattato dell'Eliseo rilanciano la coppia franco-tedesca

Scholz e Macron come Charles de Gaulle e Konrad Adenauer sessant'anni fa. Il cancelliere tedesco e il presidente francese hanno cercato di dare un'immagine di rinvigorimento dell'alleanza franco-tedesca uscita indebolita negli scorsi mesi con la crisi dell'energia e le scelte di politica interna di Berlino.

La renitenza tedesca davanti al meccanismo di correzione dei picchi dei prezzi del gas poi liquidato da Bruxelles e il via libera di Berlino alla cessione di una parte del Terminal 3 del porto di Amburgo al colosso cinese Cosco (oltre al pacchetto da 200 miliardi per aiutare le famiglie e imprese tedesce ad affrontare la crisi energetica), aveva rallentato la locomotiva franco-tedesca. Le divergenze restano, a partire dalla direzione da dare all'azione dell'Ue contro la legge dell'Inflation Reduction Act (Ira) che inietterà 370 miliardi di euro nell'economia americana per aiutare le imprese di oltreoceno.

I due governi si incontrano all'università Sorbona. "Usiamo la nostra amicizia indissolubile per plasmare il presente e il futuro del nostro continente, insieme ai nostri partner europei", chiosa Scholz.

Per Macron è stata l'occasione giusta per ribadire l'importanza a livello europeo dell'asse franco-tedesco, locomotiva di un'Unione europea che deve rinnovarsi dal suo interno. "Se tutto fosse semplice non sarebbe il caso di celebrare questa unione che non avrebbe avuto motivo di reiventarsi di continuo, e invece è grandiosa quando si tratta di dare una scossa al destino, rivedere le priorità di ambo le rive del Reno percorrendo un cammino ancora più importante", ha dichiarato il capo dell'Eliseo.

Ripetuti i riferimenti all'"amicizia" e alla "fraternità" franco-tedesca, chiavi della "costruzione dell'Europa" per sei decenni. "Germania e Francia, poiché hanno aperto la strada alla riconciliazione, devono diventare pionieri nella rifondazione della nostra Europa", ha insistito Emmanuel Macron, descrivendo i due vicini come "due anime nello stesso petto".

"Il futuro" dell'Europa dipende dalla "locomotiva" franco-tedesca, ha detto Scholz. "Il futuro, come il passato, dipende dalla cooperazione dei nostri due Paesi, come locomotiva di un'Europa unita". Scholz ha definito il "motore franco-tedesco" una "macchina di compromesso" che permette di "trasformare le controversie e gli interessi divergenti in azioni convergenti".

Entrambi i leader europei hanno ribadito il proprio sostegno all'Ucraina, ma proprio questioni inerenti il sostegno al governo di Kiev hanno allontanato negli ultimi mesi le due capitali. Insieme hanno però cercato di evadere le domande dei giornalisti sulle forniture di carri armati moderni a Kiev, Scholz relativamente ai Leopard II tedeschi e Macron sui Leclerc di fabbricazione francese.

A Parigi hanno comunque ribadito, "insieme, come europei, per difendere il nostro progetto europeo di pace".

L'asse franco-tedesco motore dell'Unione europea

La firma del Trattato dell'Eliseo del 1963 tra i leader del secondo dopoguerra, Konrad Adenauer e Charles de Gaulle, prevedeva una cooperazione in numerosi ambiti tra i due Paesi, da quello militare agli interscambi-culturali tra i giovani; nel corso di 60 anni Francia e Germania hanno spesso gettato le basi per una risposta congiunta alle crisi internazionali. Oggi la crisi è rappresentata dal fronte russo-ucraino.

La Germania non ha ancora sciolto il nodo della consegna dei carri armati Leopard II a Kiev a quasi un anno dall'invasione russa. L'impressione che "ci sia una coalizione unita e che la Germania stia ostacolando la strada è sbagliata", aveva dichiarato nei giorni scorsi il nuovo ministro della Difesa Boris Pistorius. La Francia, insieme a altri Paesi europei, ha fatto pressioni sulla Germania affinché si muovesse più velocemente, lanciandosi in avanti con consegne di artiglieria mobile ad aprile e di carri armati leggeri già ora.

Sulla questione energetica, senza il gas russo a basso costo o l'uso del nucleare, Berlino è tornata in parte al carbone, mentre la Francia ha deciso di ricorrere al nucleare rinforzando anche le centrali di più vecchia generazione. Ma dalla Sorbona i due leader hanno annunciato una svolta nell'infrastruttura europea dell'idrogeno, con l'estensione fino alla Germania del progetto di gasdotto H2Med franco-portoghese-spagnolo.

In conferenza stampa i due hanno annunciato "una linea comune" su "una risposta ambiziosa e rapida" all'Ira. Senza dare troppi dettagli, Macron ha auspicato che la soluzione sia basata "sulla semplicità" e dia "grande visibilità ai dispositivi di aiuto". Tradotto: maggiore flessibilità con le norme sugli aiuti di stato a livello europeo, ma anche maggiore libertà fiscale anche nella creazione di nuovo debito. Una fattispecie nei confronti della quale Berlino si mette di traverso.

Non convince neanche il progetto di un sistema antimissilistico che la Germania punta a realizzare con altri 14 Paesi Ue sulla base dei Patriot americano e degli Arrow 3 israeliani. L'iniziativa non corrisponde all'idea di Macron di creare un sistema europeo basato sul modello franco-italiano Samp/T.

Fino al neologismo Merkozy

Firmato il 22 gennaio del 1963, dal generale Charles de Gaulle e il cancelliere Konrad Adenauer, il trattato diventava realtà e architrave quella comunità europea che sempre in quegli anni muoveva i primi passi.

Tra i momenti più iconici della riconciliazione franco-tedesca sicuramente c'è la mano nella mano di François Mitterand ed Helmut Kohl a Verdun nel 1984 : la narrazione di quel giorno vuole che quel gesto non fosse stato previsto, ma l'emozione trascinò Mitterand a prendere la mano di Kohl. Come ricorda Claire Demesmay dell'Ofaj.

L'asse franco tedesco fu fondamentale da subito, "tra le proposte più significative citerei il sistema monetario europeo - dice sempre Demesmay - precursore dell'euro pensato negli anni di Giscard e Schmidt".

Nata per tenere a bada la rivalità franco-tedesca, la comunità economica europea vide Francia e Germania determinare le linee principali della sua politica.

Il neologismo Merkozy all'epoca della cancelliera Merkel e del presidente Sarkozy la dice lunga.

"Angela Merkel and Nicolas Sarkozy erano due personalità diverse e all'inizio non aiutò: Sarkozy voleva l'azione subito, Merkel invece ponderava le scelte e odiava precipitare gli eventi; ma ci fu l'avvicinamento dovuto alla crisi del debito".

Oggi l'Europa attraversa un'altra crisi e la cooperazione franco-tedesca per l'europa dei 27 resta imprescindibile. Scholz e Macron dovranno cooperare almeno fino al 2025, quando si terranno le prossime legislative tedesche.