I 70 anni di Putin, compleanno in un clima da Dottor Stranamore

Image from askanews web site
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Milano, 29 set. (askanews) - Un compleanno tra mille incognite non soltanto da calendario e un clima da Dottor Stranamore. Il 7 ottobre Vladimir Putin compie 70 anni e sulla Piazza Rossa, a Mosca, già svetta un palco con schermi video giganti, e cartelloni pubblicitari che proclamano: "Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson sono Russia!" Un segnale chiaro della volontà di annettere altri scampoli di Ucraina invasa. In base a quello che il Dipartimento di Stato Usa ha definito "risultati preconfezionati di un referendum fasullo", quello organizzato da Mosca nelle quattro regioni ucraine occupate dal 23 al 27 settembre.

Sulla data di ciò che invece secondo Mosca è "la riunificazione con la Russia" a "seguito dei risultati dei referendum", si parla di 4 ottobre. I vertici delle due Camere del Parlamento russo non hanno annunciato, ma hanno detto di "pensare" che quello potrebbe essere il giorno. La presidente del Consiglio della Federazione (senato), Valentina Matvienko ha dichiarato che "l'appuntamento programmato è il 4 ottobre... se tutto sarà confermato". Tuttavia lo spostamento della data di accettazione di nuovi territori in Russia dal 30 settembre (inizialmente ipotizzata) suggerisce che potrebbero essere prese in considerazione varie forme e opzioni per l'adesione. Ma una volta che le regioni ucraine saranno annesse, saranno Russia, e Putin ha ribadito il 21 settembre che utilizzerà armi nucleari per proteggere il territorio russo dagli attacchi.

Il tema dell'annessione dei territori per una specifica cerchia ristretta di persone al potere in Russia è molto rilevante. Proprio mentre Mosca vede sfumare l'export di gas in Europa in seguito agli strani incidenti simultanei che si sono verificati lunedì su due gasdotti di esportazione russi Nord Stream nel mar Baltico. Il centro sismico svedese ha registrato potenti esplosioni sottomarine e le autorità di Germania e Danimarca non escludono che la causa dell'emergenza sia stata un sabotaggio. Nei fatti per Gazprom una pietra tombale per parte dell'export di metano verso il Vecchio continente. Secondo Dmitry Polyansky, primo vice rappresentante della Russia presso le Nazioni Unite, il Consiglio di sicurezza dell'Onu si riunirà venerdì per un incontro urgente in relazione al presunto sabotaggio che ha tutto il sapore di una sconfitta per i russi.

In questo contesto sempre più cupo, rispetto all'annessione dei quattro territori ucraini, sarebbe assolutamente impossibile un'altra via per Mosca, dal momento che anche la mobilitazione si è rivelata una vera debacle. In base alle osservazioni di alcuni esperti russi, tuttavia il rinvio è stato più probabilmente causato da misurazioni sociali: per i russi - a differenza della élite politica - il destino del Donbass non è in cima alle priorità e c'è chi lo definisce "un argomento profondamente periferico".

Inoltre sembra che la politica russa non sia ancora d'accordo su come rispondere all'esodo dei cittadini causato dalla mobilitazione. Viacheslav Volodin, il presidente della Duma di Stato ha rilasciato una serie di dichiarazioni controverse, comprese quelle sulle liste di persone che lasciano la Russia e il sequestro delle loro auto alla frontiera. Il nervosismo di Volodin viene spiegato da alcuni osservatori con il fatto che lui stesso non sarebbe consapevole del processo; non sarebbe informato e avrebbe paura di perdere il controllo.

Quello che comunque emerge da tutto questo è un clima di forti incognite per tutti, non solo per l'Ucraina dove la guerra continua con violenza crescente. Compreso per lo stesso Putin nato il 7 ottobre di 70 anni fa nell'allora Leningrado (San Pietroburgo), con il suo passato nei servizi segreti sovietici prima e russi poi. Considerato per i primi anni di presidenza una garanzia di stabilità in Russia per l'Ovest, ma che tra poco più di una settimana - al suo quarto mandato presidenziale - spegnerà le candeline sullo sfondo di minacce nucleari sempre più inquetanti e uno scontro mai visto tra Mosca e Ovest, secondo alcuni osservatori. In un'atmosfera che nonostante lo sguardo impassibile di Putin ricorda sempre più da vicino quella del Dottor Stranamore. (di Cristina Giuliano)