75 morti per Covid ieri, i rischi degli over50 No Vax. Che autunno sarà?

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ministero salute (Photo: ministero salute)
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Oltre cinquemila nuovi contagi nelle ultime 24 ore a fronte di oltre 300 mila tamponi, con un tasso di positività che cala all’1,78% e un numero di morti che però torna a toccare quota 75, cifra tra le più alte degli ultimi mesi. Il giorno prima i decessi erano stati 53. Ma a cosa è dovuto questo incremento di ben ventidue unità in un solo giorno?

I motivi vanno ricercati nel computo e comunicazione ritardata da parte delle Regioni. Di questi 22 decessi, infatti, 9 si sono verificati in Campania nel periodo aprile-agosto e altri 13 sono avvenuti in Sicilia nelle settimane precedenti ad agosto. Dunque, in realtà, il bilancio giornaliero dei morti per Covid si mantiene sostanzialmente stabile.

A crescere, invece, sono i numeri della campagna vaccinale. Secondo i dati elaborati dall’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), l’Italia si sta avvicinando al traguardo del 70% di popolazione che ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino anti-Covid. Il nostro Paese è attualmente al terzo posto in Europa per numero di somministrazioni. “Il 70% degli adulti nell’Ue è completamente vaccinato”, ha annunciato ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Essendo ormai chiaro che l’andamento dell’epidemia e quello dei decessi sono legati a doppio filo con le immunizzazioni, è possibile iniziare a fare previsioni per le prossime settimane.

Cosa ci aspetta in autunno?

Lo scoglio dei 3,5 mln di over 50 non vaccinati. Sono 3,5 milioni gli over 50 non immunizzati: un potenziale serbatoio per i nuovi contagi autunnali. A lanciare l’allarme è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ su Radio Cusano Campus. “La stagione turistica estiva l’abbiamo salvata, questo possiamo dirlo tranquillamente, grazie alla campagna vaccinale. Quello che preoccupa di più ora è l’emergere di nuove varianti e anche il potenziale calo della copertura vaccinale. Altra preoccupazione è quella legata ai 3 milioni e mezzo di over 50 non ancora vaccinati. Questo si può tradurre in un numero più alto di ospedalizzazioni che può determinare nuove chiusure. Questo è un elemento che deve passare nella comunicazione pubblica, il ragionamento sull’obbligo vaccinale va in questa direzione”, afferma.

“La copertura dovuta alla campagna vaccinale consente alla politica di rischiare di più con le riaperture. È chiaro che però tutta una serie di falle, come quella degli over 50 non vaccinati, devono essere coperte - avverte il presidente di Gimbe - Bisogna affrontare l’arrivo della stagione autunnale, il verosimile declino della copertura vaccinale col tempo, l’ipotesi di nuove varianti più resistenti al vaccino, ma è verosimile che non ci siano più chiusure come quelle che abbiamo visto in passato”.

Sileri: “Con la prossima ondata possibili 30 mila morti”

A proposito delle prospettive autunnali della pandemia, è intervenuto anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. “Abbiamo quasi 4 milioni di persone sopra i 50 anni non vaccinate. Arriverà un’altra ondata. In autunno è verosimile una recrudescenza, prevalentemente tra non vaccinati, e se resteranno questi i numeri è possibile che dovremo vedere nei prossimi mesi ancora la morte di altre migliaia di persone, forse anche 30 mila, considerando i non vaccinati sopra i 50 anni”, ha detto Sileri intervenendo ieri durante la trasmissione Agorà Estate, su Rai Tre. E ancora: “Per la vaccinazione c’è stato un rallentamento che è anche comprensibile durante le vacanze, ma questa è l’ultima chiamata. Bisogna vaccinare per proteggere la popolazione perché oltre al Covid c’è anche il ‘non Covid’. Stiamo accumulando prestazioni sanitarie da fare per altre patologie anche benigne ma che se non curate nel tempo portano a seri danni”.

L’identikit dei nuovi ricoverati. La maggior parte sono non vaccinati

Da Nord a Sud, crescono le percentuali di pazienti ricoverati nei reparti Covid o in terapia intensiva che non risultano immunizzati. Facciamo qualche esempio: secondo i dati comunicati ieri dalla Regione Piemonte, l’occupazione attuale delle terapie intensive in Piemonte è di circa il 2% e quella dei posti letto ordinari del 3%, con il 75% dei pazienti Covid ricoverati che risulta non vaccinato.

Dati simili provengono dalla Toscana. “La Toscana è la quarta regione italiana per popolazione vaccinata col 74,5% che ha ricevuto almeno una dose di vaccino, percentuale che sale all′81,8% se si considerano solo gli over 12. I toscani si son dimostrati responsabili, altruisti e fiduciosi nella scienza”, ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, in un post su Facebook.

Mazzeo ha proseguito sottolineando che “rimane una piccola minoranza che ancora non si è vaccinata e, a loro, vorrei dire due semplici cose: 1. Da ieri ci si può presentare liberamente a uno degli hub sul territorio e ricevere il proprio vaccino senza appuntamento 2. Gli ultimi dati dicono che il ciclo completo di vaccinazione riduce il rischio di contrarre l’infezione dell′83% rispetto a quello tra i non vaccinati, è efficace nel prevenire l’ospedalizzazione al 94,9% e l’ingresso in terapia intensiva e la morte al 97%”.

Un ultimo aspetto mette in evidenza Mazzeo: “in Toscana i contagi sono in calo da due settimane, oggi si sono registrati 383 casi su 6.831 soggetti testati, con un tasso di positività del 5,6%. Ci sono 473 persone ricoverate (tasso di occupazione del 8,33%), e restano stabili a 54 ricoveri le terapie intensive con un tasso di occupazione pari al 9,47%, purtroppo molto vicino alla soglia critica del 10%. Questo mi preoccupa, soprattutto perché nell’ultima settimana 8 nuovi ingressi su 10 in terapia intensiva sono persone non vaccinate. Insomma, potremmo rischiare il ritorno in zona gialla a causa dell’egoismo di pochi che finirebbe per penalizzare tutti quanti”.

Nel Lazio “il 92% dei ricoverati in terapia intensiva non è vaccinato” e “stiamo andando verso una pandemia dei non immunizzati, questo è il concetto di fondo e dobbiamo attrezzarci”, ha detto invece l’assessore alla Sanità laziale Alessio D’Amato, intervenendo oggi a Radio Anch’io su Rai Radio1.

Stessa trama in Sicilia, prima regione italiana ad essere tornata in zona gialla a causa dell’aumento della pressione ospedaliera. “Di età compresa tra i 50 e i 70 anni, non vaccinati, spesso con patologie pregresse come obesità e diabete: è questo l’identikit del paziente Covid. In Terapia intensiva ci finiscono anche i vaccinati, ma sono pochissimi e combattenti: l’ultima dimessa al Garibaldi di Catania è una signora di 94 anni che aveva avuto entrambe le dosi”, scrive Repubblica in un approfondimento.

Il fattore Delta

In previsione dell’autunno bisognerà tenere conto anche della variante Delta, ormai dominante in tutto il mondo. “La variante raddoppia il rischio di ricovero, soprattutto per le persone non vaccinate o parzialmente vaccinate”: sono questi, in stretta sintesi, i risultati emersi a una ricerca britannica pubblicata su The Lancet.

Lo studio, realizzato da ricercatori della Public Health England e dell’Università di Cambridge, ha posto sotto la lente di ingrandimento oltre 40 mila casi confermati di sequenziamento in Inghilterra tra il 29 marzo e il 23 maggio 2021. La probabilità di dover ricorrere a cure ospedaliere o ricovero è risultata fino a 1,5 volte maggiore per le persone infette dalla Delta rispetto a quelle colpite da Alfa. La variante Delta, inoltre, risulta infettiva per pazienti con un’età media leggermente inferiore rispetto a quelli compiti dalla Alfa.

La maggior parte dei pazienti appartenenti ad entrambi gruppi, Alfa e Delta, risultava non immunizzata. Infatti solo il 26% di casi aveva ricevuto la prima dose, mentre il 2% aveva ricevuto anche il richiamo.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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