766 morti, più di ieri

Il totale dei contagiati è di 85.388, un “incremento di 2339 pazienti”. Di questi, 4060 in terapia intensiva, 28.741 ricoverati con sintomi, 52.272 (il 62%) sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. I deceduti sono aumentati di 766, per un totale di 14.681 morti causati dal coronavirus. Questi i dati della Protezione Civile sul coronavirus in Italia, annunciati da Angelo Borrelli. Per quanto riguarda i guariti, il totale è di 19.758, un aumento di 1.480.

Dai dati della Protezione civile emerge che sono 26.189 i malati in Lombardia (313 in più rispetto a ieri), 12.178 in Emilia-Romagna (+319), 8.861 in Veneto (+283), 9.130 in Piemonte (+331), 3.631 nelle Marche (+76), 4.909 in Toscana (+120), 2.746 in Liguria (+86), 3.009 nel Lazio (+130), 2.352 in Campania (+212), 1.324 in Friuli Venezia Giulia (+30), 1.659 in Trentino (+72), 1.209 in provincia di Bolzano (+49), 1.949 in Puglia (+85), 1.664 in Sicilia (+58), 1.301 in Abruzzo (+50), 920 in Umbria (+35), 560 in Valle d’Aosta (+4), 744 in Sardegna (+26), 662 in Calabria (+35), 144 in Molise (+11), 247 in Basilicata (+14). Quanto alle vittime, se ne registrano 8.311 in Lombardia (+351), 1.902 in Emilia-Romagna (+91), 572 in Veneto (+40), 1.043 in Piemonte (+60), 557 nelle Marche (+54), 290 in Toscana (+22), 519 in Liguria (+31), 181 in Campania (+14), 199 nel Lazio (+14), 136 in Friuli Venezia Giulia (+7), 164 in Puglia (+20), 146 in provincia di Bolzano (+17), 101 in Sicilia (+8), 146 in Abruzzo (+13), 39 in Umbria (+1), 70 in Valle d’Aosta (+7), 204 in Trentino (+17), 45 in Calabria (+4), 41 in Sardegna (+1), 11 in Molise (+0), 11 in Basilicata (+1). I tamponi complessivi sono 619.849, dei quali oltre 325mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Il capo della Protezione Civile ha annunciato che “tra domani e domenica è in arrivo, nelle regioni più colpite, il primo contingente della task forze infermieri in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Marche Valle D’Aosta e Trentino Alto Adige”.

Sulla fase 2 “al momento c’è una sola data, che è quella del 13 aprile”, ha ribadito Borrelli, spiegando che le sue parole di oggi sono state equivocate: “Avevo detto chiaramente che le misure sarebbero state determinate in relazione all’evoluzione della situazione in atto. Quello che stiamo fronteggiato è un virus nuovo, per questo motivo è difficile fare previsioni”. Per quanto riguarda un possibile obbligo dell’uso della mascherina durante la fase 2, Borrelli ha spiegato che “allo stato attuale non si può dire. Al momento l’importante è mantenere il distanziamento sociale e rispettare certe regole: io in questo momento non la porto, anche se con questo non voglio dire che è inutile”. Il distanziamento sociale sarà fondamentale anche durante la fase 2. Per il commissario straordinario, è importante che le ordinanze regionali non contrastino con le scelte di governo: “Il mio auspicio, tecnico e di buon senso, è quello che vi sia un’armonizzazione, per evitare di avere voci diverse e dissonanti rispetto alle decisioni che vengono prese”.

 

Massimo Antonelli, componente del Comitato Tecnico Scientifico e direttore del dipartimento di Emergenza e Rianimazione del Gemelli, ha spiegato che le misure di contenimento stanno dando i primi frutti: ”C’è stato un calo nella trasmissione del virus. Se c’è stato, vuol dire che le misure di contenimento hanno avuto un’efficacia. Queste tendenza ”è il frutto di quel che è accaduto nelle ultime tre settimane”. Però, il professore ricorda che il picco di contagi “non è ancora esaurito”. Sulle terapie intensive, “la degenza media è di 10 giorni”. Per quanto riguarda i medicinali usati per il trattamento del covid-19, “non esiste al momento una terapia superiore rispetto ad un’altra”. 

Antonelli ha trattato anche il tema degli psicologi, importanti sia per i pazienti che per il personale sanitario: “Si tiene in grande considerazione anche, negli ospedali, la presenza di figure di psicologi non solo per poter dare un supporto laddove il malato ne abbia bisogno, ma anche per il personale. Lo stress a cui è sottoposto il personale sanitario, che lavora comunque con grande entusiasmo, è forte. Avere la possibilità di un sollievo è d’aiuto”, ha spiegato. 

I dati del 3 aprile (Photo: Protezione Civile)

Love HuffPost? Become a founding member of HuffPost Plus today.

This article originally appeared on HuffPost.