8-13% donne soffre di ovaio policistico, settembre mese dedicato

(Adnkronos) - Il mese di settembre è dedicato alla sensibilizzazione sulla Sindrome dell'ovaio policistico (Sop), un disturbo riproduttivo che colpisce le donne in età fertile, tra l'8% e il 13%, secondo stime. Sebbene sia sempre più conosciuto, la sua diagnosi genera ancora molti dubbi. E sono molte le false credenze da sfatare e chiarire su questa patologia: a partire dal fatto che non si tratta di tumore alle ovaie; che non ha origine nelle ovaie ma che è una malattia metabolica che colpisce anche le ovaie attraverso la mancanza di ovulazione e di conseguenza può causare infertilità; che le pazienti con Sop non sono sterili ma possono dover aspettare più tempo per rimanere incinte; che sebbene non esista un trattamento in grado di curare tutti i sintomi della sindrome ci sono misure per contrastarli.

Per fare ulteriore chiarezza e aiutare le donne a conoscersi e prendersi cura della propria salute, Ivi, clinica specializzata nella riproduzione assistita, ha creato una guida (scaricabile al link https://ivitalia.it/guida-dellovaio-policistico/), oltre a una campagna di normalizzazione attraverso l'hashtag #SOPnoSTOP con cui condividere i sintomi e le testimonianze di donne a cui la sindrome non ha impedito di fermarsi nel loro cammino verso la maternità. "Siamo consapevoli della mancanza di conoscenza di questo disturbo, quindi questa guida è nata per informare in dettaglio sulla Sop e per essere in grado di agire dal punto di vista medico ed emotivo. Conoscere le implicazioni che questa sindrome può avere sulla vita delle donne che ne soffrono è il primo passo per affrontarla con tranquillità", afferma Daniela Galliano, specialista in Ostetricia, Ginecologia e Medicina della riproduzione, responsabile del centro Pma Ivi di Roma.

"Il modo migliore per aiutare a combattere la Sop è uno stile di vita sano con l'aggiunta di una dieta sana, esercizio fisico e strategie comportamentali. Queste misure si traducono in un miglioramento degli esiti riproduttivi, dei livelli dei marcatori metabolici, dello stato psicologico e della qualità della vita", spiega. “In Ivi abbiamo aiutato tantissime donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico a diventare madri. La chiave per il trattamento è una diagnosi precoce, che consente di migliorare la qualità della vita dei pazienti e identificare possibili problemi di fertilità in futuro", conclude.