8 marzo, donne chef: la fatica di affermarsi in mondo di cuochi

Red-Mil

Milano, 8 mar. (askanews) - Per lungo tempo siamo stati abituati a pensare alla ristorazione come un contesto prettamente maschile, dove i grandi chef sono uomini. Ma da qualche anno a questa parte il vento sta cambiando e anche nel mondo della cucina - non quella domestica dove le responsabilità invece restano quasi sempre femminili - le donne hanno iniziato a farsi largo. Certo il gap con l'occupazione maschile resta anche se secondo la Federazione italiana pubblici esercizi nel 2017 le donne impiegate nel settore sono state 375.044, oltre la metà del totale degli occupati dipendenti nei pubblici esercizi

A raccontare la propria esperienza sono alcune professioniste del settore, sentite da TheFork, il servizio di prenotazione online dei ristoranti, che celebra la Festa della donna facendo il punto sul ruolo femminile nella gastronomia. "La Tenda Rossa è un ristorante che esiste da 50 anni e dunque ha una storia importante. È sempre stato un ristorante di altissimo livello e la prima generazione, quella dei nostri genitori, era costituita da una coppia, marito e moglie - spiega Natascia Santandrea del ristorante di San Casciano in Val di Pesa, due forchette del Gambero Rosso, un cappello de La guida de L'Espresso - Ora che siamo alla seconda generazione siamo soprattutto donne. Ci dividiamo tra cucina e sala. Io in particolare mi occupo della seconda, anche se in realtà il mio ruolo va ben oltre". "Negli ultimi anni il settore è completamente cambiato - prosegue Santandrea - Una volta l'alta ristorazione era identificata soprattutto con il cuoco. Oggi invece vediamo sempre più donne occupare posizioni importanti sia in cucina sia in sala. Se si tratta ancora di una minoranza è solo perché resta difficile conciliare la vita professionale con quella familiare. Se ci pensiamo la massima espressione nella carriera di un cuoco o un sommelier coincide con l'età della maternità".

L'equilibrio tra vita privata e professionale resta un punto difficile da raggiungere. Le parole di Santandrea ricordano quanto dichiarato recentemente a Le Nouvel Observateur da una tra le più premiate chef francesi, Anne-Sophie Pic: "Le donne sono ancora in minoranza, ma non sono assenti. Ci sono professioniste nelle cucine che vedremo presto brillare. Una differenza rispetto al passato è che, se prima erano per lo più autodidatte, adesso seguono lo stesso curriculum degli uomini. Ciò darà loro più visibilità. Siamo però in una società dove è ancora complicato intraprendere una carriera nella gastronomia. È necessario essere supportati, non sempre è semplice assicurare due servizi".

Carme Ruscalleda è la Chef del ristorante Sant Pau a Sant Pol de Mar, vicino Barcellona. Gestisce anche il ristorante Sant Pau de Tòquio in Giappone. Secondo lei "tutti gli imprenditori cercano soluzioni per migliorare la qualità della vita del proprio staff. A Sant Pau dal 2016 abbiamo solo 8 servizi a settimana" con il risultato di più giorni liberi". Che può essere un modo per riuscire a trovare quel faticoso equilibrio tra vita privata e professionale.