96enne nazista sfugge a processo, arrestata: complice in 11mila omicidi

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E' stata arrestata la donna di 96 anni, ex segretaria del campo di concentramento nazista di Stutthof, che non si era presentata questa mattina al processo che la vede alla sbarra con l'accusa di complicità nell'omicidio di oltre 11mila persone. Lo ha reso noto un portavoce della corte, precisando che Irmgard Furchner è stata condotta in tribunale.

La donna era stata convocata per questa mattina alle 10 di fronte alla corte di Itzehoe presieduta dal giudice Dominik Gross. La sua assenza aveva fatto scattare il mandato d'arresto e le ricerche della 96enne.

Secondo le stime del centro che indaga sui crimini nazisti nel lager di Stutthof, che si trovava alla periferia di Danzica, furono uccise 65mila persone.

L'anziana imputata è stata la segretaria di Paul Werner Hoppe, che diresse il lager di Stutthof, vicino Danzica, nella Polonia allora occupata dai nazisti. Stutthof è stato il primo campo di concentramento aperto dai nazisti fuori dalla Germania e l'ultimo ad essere liberato, da forze russe, nel maggio 1945. Il suo processo si è aperto davanti ad una corte minorile, perché all'epoca dei fatti aveva 18-19 anni. "L'imputata è accusata di aver assistito chi dirigeva il campo nella sistematica uccisione dei prigionieri fra il giugno 1943 e l'aprile 1945 nelle sue funzioni di stenografa e dattilografa nell'ufficio del comandante dell'ex campo di concentramento di Stutthof", aveva spiegato un portavoce della corte, quando è stato annunciato il rinvio a giudizio.

Secondo l'emittente tedesca Ard, la donna è stata sentita più volte come testimone in passato perché la corrispondenza con i responsabili economici delle SS passava dalla sua scrivania. La 96enne ha ammesso che tutti i giorni prendeva nota di quanto le dettava Hoppe, ma ha sempre sostenuto che ignorava i massacri avvenuti a pochi metri dal suo ufficio. Il caso a suo carico è stato aperto nel 2016 e si avvale di testimonianze giunte dagli Stati Uniti e Israele.

Nel luglio 2020 un tribunale dei minori di Amburgo ha riconosciuto colpevole di complicità in omicidio un uomo di 93 anni che da ragazzo era stato guardiano del lager di Stutthof. L'uomo è stato condannato a due anni di carcere, con sospensione della pena. A partire dal processo del 2011 contro John Demjanjuk la giurisprudenza tedesca ritiene che l'essere stato impiegato dai nazisti in un lager possa provare la complicità nella morte degli internati. Ciò ha portato all'apertura di diversi nuovi processi.

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