A Berlino chiusi i bar e ristoranti dalle 23, picco di casi in Uk

Lorenzo Santucci
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05 October 2020, Berlin: An innkeeper with a mask taps beer into a glass in a pub in the Berlin district of Wilmersdorf. Berlin is heading for the next warning level in the number of corona infections. The rising number of infections in Germany is causing increasing concern at the start of the holiday season - the situation in Berlin in particular is viewed differently by the federal states. Photo: Christoph Soeder/dpa (Photo by Christoph Soeder/picture alliance via Getty Images) (Photo: picture alliance via Getty Images)
05 October 2020, Berlin: An innkeeper with a mask taps beer into a glass in a pub in the Berlin district of Wilmersdorf. Berlin is heading for the next warning level in the number of corona infections. The rising number of infections in Germany is causing increasing concern at the start of the holiday season - the situation in Berlin in particular is viewed differently by the federal states. Photo: Christoph Soeder/dpa (Photo by Christoph Soeder/picture alliance via Getty Images) (Photo: picture alliance via Getty Images)

Crescono i contagi a Berlino (301 nelle ultime ventiquattro ore) e si intensificano le misure di restrizione nella capitale tedesca. Il Senato berlinese ha infatti disposto la chiusura di locali e ristoranti della città dalle 23 alle 6. Gli unici esercizi che potranno rimanere aperti anche la notte saranno, dunque, i benzinai. Sale la preoccupazione, quindi, all’interno della capitale: alcuni Lander come lo Schleswig Holstein alcuni quartieri della città, fra cui Mitte, sono definiti zone a rischio. L’aumento della diffusione dei casi di coronavirus preoccupa, però, l’intero paese. anche se questo non dovrebbe spaventare anche se si dovesse arrivare a cifre altissime. Questa, perlomeno, è l’idea di un virologo di Bonn il quale sostiene che “20mila infezioni al giorno suonano come un’apocalissi, ma in realtà non dovrebbero farci paura. Perché un decorso lieve o senza sintomi non dà un grosso contributo allo sviluppo delle infezioni”.

Numeri drammatici che si avvicinano a quelli fatti registrare oggi nel Regno Unito, dove c’è stato un boom di casi. 14.542 i positivi di oggi, con 76 decessi che portano a 42.369 le vittime totali. Il premier Boris Johnson ha promesso di sconfiggere il virus e costruire un Regno Unito migliore nei prossimi anni. Stando alle sue parole, con una sanità più efficiente e un sistema di mutui che consenta anche ai giovani di comprare casa. Il Primo Ministro inglese si è detto “stufo” del virus e sostiene come la pandemia “non possa fermare o rallentare” la quotidianità. L’ex sindaco di Londra, ha detto che “nel cuore della Seconda Guerra mondiale, nel 1942, quando tutto andava storto, il governo disegnò la visione di una nuova Gerusalemme del dopoguerra che si voleva costruire. Ed è quello che stiamo facendo ora, nelle grinfie della pandemia”.

Leggermente migliore, ma comunque difficile, la situazione in Spanga. Oggi sono stati 11.998 i nuovi casi di coronavirus, con 26 vittime. Quasi la metà dei nuovi contagi (5.187) sono stati riscontrati all’interno della Comunità di Madrid.

Nel frattempo, nel dpcm che domani il premier Giuseppe Conte dovrebbe firmare, per chi arriva in Italia da Gran Bretagna, Spagna, Olanda e Belgio dovrà sottoporsi a tampone obbligatorio.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.