"A mia insaputa": il nuovo vecchio alibi della politica

"Non sono stato io". Dopo "mamma" e "papà" è la prima cosa che un bambino impara a dire per evitare una punizione. Una frase che fa sorridere e che racchiude in sè l'ingenuità e l'innocenza dell'infanzia.

Quando però si diventa grandi e vengono meno innocenza e ingenuità, reiterare questo comportamento può essere dannoso, oltre che ridicolo. Eppure nel mondo della politica, la lista di quelli che subiscono a "loro insaputa" diventa sempre più numerosa.
Chissà perchè, però, tra le cose fatte "a loro insaputa" ci sono sempre esclusivamente maxi bonifici in denaro o attici affittati a prezzi stracciatissimi, posti di lavoro e prestigi vari.

Le foto di chi ha detto "a mia insaputa", guarda

At last - but not least - Samantha Reali, detta Sissi, ex fidanzata del coordinatore Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito. Agli inquirenti che le hanno chiesto - nell'ambito dello scandalo dei fondi regionali al partito dell'ex  - la provenienza di 7.171 euro, viaggi pagati in Sardegna e alle Maldive, oltre a due anelli Damiani, borse firmate e un ricovero ad una clinica privata costato 5 mila euro, la donna ha risposto di pensare che fosse il suo rimborso spese per la collaborazione prestata durante la campagna elettorale del 2010. Prima dell'interrogatorio, infatti, Sissi non sapeva di essere assunta nel gruppo consiliare Pdl.

Problemi di comunicazione all'interno del Pdl, visto che neanche la governatrice del Lazio Renata Polverini sapeva dei 109 bonifici effettuati da Fiorito e dei milioni di euro tolti alle casse regionali per feste e cene di lusso. O forse più che un problema di comunicazione, è una sorta di emulazione del proprio leader, Silvio Berlusconi, in assoluto uno dei più "ingenui" nella storia della seconda Repubblica. Il re della rettifica fece sorridere tutto il mondo quando, coinvolto nello scandalo sessuale delle feste ad Arcore - ammise di non sapere che Ruby, la giovane marocchina, fosse minorenne e di averla fatta tirar fuori da un commissariato di Milano solo perchè era la nipote di Mubarak, ex presidente egiziano che scoprì a sua volta di avere una nipote "a sua insaputa".

A lanciare la moda però non fu Berlusconi, bensì Claudio Scajola: l'ex ministro dello Sviluppo economico si autodifese in conferenza stampa dichiarando che gli attici con vista sul Colosseo di cui era proprietario erano stati comprati "a sua insaputa" da Diego Anemone, accusato di corruzione nello scandalo sugli appalti della Protezione Civile. Benefattori più o meno anonimi, come quelli che pagarono le vacanze a Carlo Malinconico, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio prima del Governo Monti. "Chiesi con insistenza all'albergo chi avesse pagato il mio conto - confessò Malinconico - ma mi  fu risposto che non era possibile dirlo per ragioni di privacy. Quindi ignoro chi sia stato e perchè". Si saprà soltanto in seguito l'autore del nobile gesto: l'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli, il quale però avrebbe voluto in cambio agevolazioni e vantaggi su appalti.
Indignazione e stupore ci fu anche quando il leghista Roberto Maroni scoprì che il tesoriere del suo partito, Belsito, investisse i rimborsi elettorali in operazioni finanziarie in Tanzania, o quando l'ex presidente della Camera Gianfranco Fini apprese dalle indagini che parte del patrimonio immobiliare della vecchia Alleanza Nazionale fosse nelle mani di Giancarlo Tulliani, fratello della sua attuale compagna.

Politici sbadati o smemorati non si trovano solo nel centrodestra. Il 2 aprile 2012 Francesco Rutelli, presidente dell'Api, dichiarò alla Procura di Roma che i circa 20 milioni di cui l'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi si era appropriato dalle casse del partito erano stati sottratti per "attività [...]  condotte solo per il suo tornaconto personale, al di fuori di ogni mandato, e a totale insaputa mia e del gruppo dirigente della Margherita".
Tutte vittime inconsapevoli, come Massimo D'Alema, coinvolto nell'inchiesta sugli appalti Enac per aver usufruito di voli gratuiti con la compagnia Rotkopf Aviation, appartenente a Viscardo e Riccardo Paganelli. Il gip archiviò il caso perchè il presidente del Copasir non sapeva "che i voli gli erano stati forniti da Vincenzo Morichini", già manager di Ina Assitalia, "e che non era a conoscenza dei rapporti che intercorrevano tra lui e Paganelli".
A ognuno il suo regalo: c'è chi - come Michele Emiliano, sindaco di Bari - si accontenta di un po'di pesce, che accetta in buona fede. Non sapendo che quelle spigole e quelle cozze pelose fossero un regalo dei fratelli Degennaro, imprenditori arrestati per corruzione e frode.

A leggere questi nomi, viene da pensare che c'è tanta, troppa distrazione in politica. E anche qualche accenno di Tourette, meglio conosciuta come la sindrome della parolaccia, pronunciata, anch'essa, involontariamente. "Ho detto quella frase a mia insaputa. Ma non è un mio pensiero. Fini non è un maiale. Forse ho detto meno male", disse Francesco Storace al congresso de La Destra nel 2011, chiedendo le dimissioni del suo leader Fini al grido di "maiale, maiale traditore!"

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