Abbandono di neonati: torna la ruota degli esposti?

Secondo il The Daily Beast, la crisi economica porta con sé una spiacevole conseguenza per nulla collaterale: l'aumento dei casi di abbandono di bambini ed infanti. Quelli che un tempo venivano lasciati alla ruota degli esposti, nelle Chiese, e che oggi, magari, in Italia, vengono abbandonati alla clinica Mangiagalli di Milano, per esempio.

Ma come si può quantificare, questo fenomeno? Il Daily stima in 750 i casi di abbandono di bambini nel nostro paese e in 1200 in Grecia (correlandoli, appunto, alla crisi economica), ma anche nella solida Germania, per esempio, i casi ufficiali sarebbero 300 l'anno. Quanto all'Italia,altri numeri sono ancor meno rassicuranti: secondo il Redattore Sociale, per esempio  sarebbero addirittura 3mila l'anno i neonati abbandonati e ritrovati «soprattutto vivi, ma anche morti», dice il pezzo ripubblicato dalla Caritas Diocesana Vicentina. Il 27% di questi neonati sarebbe figlio di donne immigrate, il 73% di italiane. Il 6% sarebbero ragazze madri minorenni.


La citazione per la clinica Mangiagalli non è casuale: fin dal 2007, infatti, è sede della Culla della Vita. Una vera e propria riedizione in chiave moderna della ruota degli esposti. «Di neonati non riconosciuti a Milano ne contiamo in tutto circa 20 l'anno», ha spiegato il direttore medico di presidio. E così, in un ingresso appartato della clinica, c'è un'incubatrice dietro ad una saracinesca, che si può alzare premendo un pulsante. La mamma che vuole lasciar lì il suo piccolo, può farlo accogliere dall'incubatrice stessa, tarata per avere una temperatura costante di 37 gradi. Appena la saracinesca si chiude, scatta l'allarme in neonatologia e in direzione sanitaria e il personale di turno si prende cura del bimbo, mentre la madre si può allontanare. Probabilmente distrutta dai sensi di colpa.

Stabilire dati organici e completi sembra quasi impossibile. Qualche numero compare da casi di cronaca o informazioni locali. A Roma, nel solo 2011, si sono contati 40 casi (60 nel Lazio); in Calabria si è addirittura aperto uno sportello apposito.  E quei tremila l'anno stimati dal Redattore Sociale sembrano un numero attendibile.

Insomma, il fenomeno, nascosto e poco esposto all'interesse della cronaca, sembrerebbe davvero avere dimensioni significative.

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