Abbiamo un governo?

Pietro Salvatori

Fino a giovedì mattina c'era ottimismo in casa 5 stelle. Il vertice notturno aveva visto prevalere la linea di Giuseppe Conte (e di Luigi Di Maio) sui migranti. E il viaggio del capo politico del Movimento 5 stelle a Bruxelles per iniziare a costruire una rete di alleanze europee aveva dato i primi frutti. "Il mood sta cambiando, Salvini è in difficoltà, è un buon momento per noi", ragionava quarantott'ore fa un esponente di governo del Movimento. È bastato che si scavallasse la notte, ed ecco che nuove nubi si sono materializzate all'orizzonte. E promettono tempesta. Perché l'alleato leghista si è impuntato. Matteo Salvini è furioso per essere stato malamente scavalcato sulla linea dei porti chiusi e del no tout court all'accoglienza di nuovi migranti. "Ce la sta facendo pagare", spiega uno degli uomini più vicini a Di Maio. Da un lato l'irrigidimento sui fondi per la disabilità nel reddito di cittadinanza. Dall'altro quella che si annuncia una battaglia campale sul Tav. E poi ci sono le trivelle.

Il primo dossier, al di là della sensibilità della materia, è quello più puramente politico. Sia perché il punto di caduta è a portata di mano, sia perché il decreto che contiene il reddito è lo stesso che deve dare il via libera a quota100, e farlo impantanare costerebbe caro anche al Carroccio. Ma il portafoglio su famiglia e disabilità è in mano al potentissimo Lorenzo Fontana, tra i ministri il più vicino a Matteo Salvini, che sul tema aveva ricevuto e dato assicurazioni di ogni sorta. Quando martedì è arrivato in pre Consiglio dei ministri, gli sherpa in camicia verde si sono accorti che i fondi non sarebbero bastati a coprire l'intera platea (circa 750mila) dei possibili beneficiari, ma solo un terzo. A quel punto è stato avvertito il ministro, che ha dato mandato di formulare una serie di integrazioni al testo da portare al secondo pre Consiglio che si è tenuto nella giornata di mercoledì. Ma nel frattempo era deflagrata la questione...

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