Abdesalam: vignette di Charlie Hebdo non giustificano violenza

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Roma, 30 ott. (askanews) - Le vignette su Maometto del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, pur essendo percepiti dal punto di vista musulmano come "insulti" che rappresentano "una forma di estremismo", non giustificano in alcun modo la violenza: lo afferma Mohamed Abdesalam Abdellatif, segretario generale del Comitato superiore della Fraternità umana, stretto collaboratore del Grande imam di al-Azhar, Ahmed al-Tayeb, dopo l'attentato terroristico nella basilica di Nizza. "Non esiste alcuna norma, principio o tradizione che consenta a un essere umano di commettere un crimine tanto orribile verso un proprio simile", afferma in una intervista ad Avvenire l'esponente musulmano presente solo pochi giorni fa a Roma all'incontro interreligioso di pace organizzato dalla comunità di Sant'Egidio al Campidoglio con la partecipazione di Papa Francesco e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Le istituzioni religiose islamiche lo dicono con chiarezza. Esistono vie pacifiche e legittime per esprimere il proprio malcontento di fronte ad insulti come quelli di Charlie Hebdo verso l'islam e il Profeta. Quelle vignette sono una forma di estremismo. Non è libertà di espressione ferire i sentimenti di 1,5 miliardi di musulmani. Ma chiedo con forza agli islamici francesi di non cadere nella trappola della violenza". Quanto a Nizza, "noi musulmani soffriamo due volte per questo attacco", spiega Mohamed Abdesalam Abdellatif. "Primo, per il sangue innocente versato. Vorrei dire alle famiglie delle vittime che il loro patimento è il nostro patimento, chi ha commesso un'azione tanto orribile e chi lo appoggia deve essere punito. Come islamici, inoltre, ci addolora che la nostra fede possa essere identificata con simili criminali. I terroristi sono fuori dall'islam. Non lo rappresentano più di quanto l'attentatore di Christchurch potesse essere definito cristian Nessuna fede comanda di uccidere, come afferma con chiarezza il documento per la Fraternità umana, firmato da il grande imam al-Tayeb e da papa Francesco il 4 febbraio 2019. Chi lo fa, ma anche chi lo convince a farlo promuovendo un'interpretazione errata dei testi sacri o incentiva l'odio o strumentalizza la religione per raggiungere i propri obiettivi, infrange i principi più sacri della fede. Non è una persona religiosa, è un terrorista. E i musulmani sono le prime vittime dei loro atti sconsiderati.