Abi: sofferenze nette delle banche italiane ai minimi da 12 anni

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Roma, 15 giu. (askanews) - Sofferenze sui prestiti bancari mai così basse in Italia da 12 anni a questa parte. Ad aprile, secondo il Rapporto mensile dell'Abi, le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, si sono ulteriormente limate a 19,8 miliardi di euro, dai 19,9 miliardi di marzo 2021 e a fronte di 26,1 miliardi di aprile 2020 (-24%) e 32,6 miliardi di aprile 2019 (-39,2%).

"Il livello della qualità del credito bancario in Italia è in ulteriore miglioramento", ha rilevato il vicedirettore generale dell'Abi, Gianfranco Torriero, spiegando come il valore delle sofferenze nette risulti ai minimi dal giugno 2009.

E anche il rapporto tra sofferenze nette e impieghi, all'1,15% ad aprile, analogo a marzo, e che un anno prima era invece all'1,50% mostra "un significativo miglioramento", ha aggiunto. Miglioramento che risulta ancora più evidente nel confronto con aprile 2019 (1,87%) e novembre 2015 (4,89%). Rispetto al picco raggiunto nel novembre 2015, 88,8 miliardi, sempre secondo i dati dell'Abi, la riduzione delle sofferenze nette è pari al 77,7%.

Sulle prospettive dei mesi a venire "tutto dipenderà dalla forza della ripresa - ha detto ancora Torriero - su questo i dati sul Pil di Bankitalia sono un buon segnale. E anche i segnali che vengono dagli indicatori congiunturali sembrano tutti abbastanza positivi".

Il timore delle autorità è che con la crisi pandemica si ripetesse il forte aumento dei crediti deteriorati e delle sofferenze che si verificò dopo la crisi del 2007-2009, poi esacerbato dall'eurocrisi degli anni successivi. Proprio per questo stavolta l'approccio è cambiato.

Sono infatti state messe in campo politiche monetarie e fiscali "nell'ottica di fronteggiare una emergenza esterna, con misure che servivano a traghettare le imprese a una nuova normalità. Ci sono, sì, stati dei settori che hanno risentito meno della crisi, ma c'è anche anche un apparato di misure - ha sottolineato Torriero - totalmente diverse da quelle del 2008-2013".

Ora, con il progressivo venire meno di alcuni provvedimenti si potrà verificare l'efficacia di queste scelte. In paticolare se l'incremento di rischiosità dei prestiti sarà "di tipo fisiologico e non patologico". Il vicedirettore generale dell'Abi ha comunque ricordato come le sofferenze siano "l'ultimo stadio a cui si arriva: prima si passa dai ritardi pagamento, poi dalle inadempienze probabili e poi alle sofferenze".

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