Aborto, donne costrette ad ascoltare cuore feto: polemiche in Ungheria

Aborto, donne costrette ad ascoltare cuore feto: polemiche in Ungheria. REUTERS/Cheney Orr
Aborto, donne costrette ad ascoltare cuore feto: polemiche in Ungheria. REUTERS/Cheney Orr

Un nuovo decreto, a tutti gli effetti valido perché già inserito in Gazzetta ufficiale, che somiglia però tanto a una crudele ingerenza. Il cui effetto potrà certamente essere quello di generare un trauma tale da interferire sul libero arbitrio. È quello che ha varato il governo di Viktor Orban in Ungheria, che come noto è fermamente contrario all'aborto. E che ora vincolerà le donne che intendono praticarlo all'ascolto del battito cardiaco del feto.

VIDEO - Cosa pensano i deputati europei del diritto all'aborto?

La nuova stretta sarà in vigore dal 15 settembre e ha già scatenato un'infinità di polemiche in Ungheria e non solo. Ciò che il locale ministero dell'Interno prevede è che, prima di praticare l'aborto, i medici saranno obbligati a presentare alle donne la prova "chiaramente identificabile delle funzioni vitali del feto". E ciò significa che colei che non vuole (o non può) diventare mamma sarà sottoposta a un'ecografia tramite cui ascolterà il cuore del feto che tiene in grembo.

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La norma porta la firma del ministro dell'Interno Sandor Pinter ed è stata fortemente voluta dall'estrema destra magiara. A esultare è infatti il partito Mi Hazank, tramite la deputata Dora Duro. "Anche solo per qualche secondo, il bambino in età fetale sarà ascoltato dalla madre prima dell'aborto. E tutte le mamme sentiranno il cuore del feto che batte", ha sottolineato via social. Si punta chiaramente a ridurre le interruzioni di gravidanza, legali in Ungheria dagli anni '50 fino alla dodicesima settimana. "Siamo un Paese cristiano degno di questo nome, e questa legge non è scolpita nella pietra. Oggi scriviamo la storia", ha esultato Duro.

Aborto, donne costrette ad ascoltare cuore feto: polemiche in Ungheria. (Photo by Askin Kiyagan/Anadolu Agency via Getty Images)
Aborto, donne costrette ad ascoltare cuore feto: polemiche in Ungheria. (Photo by Askin Kiyagan/Anadolu Agency via Getty Images)

Tra chi protesta vibratamente spicca Amnesty International, che tramite il proprio portavoce Aron Demeter lamenta il "declino preoccupante" del rispetto dei diritti delle donne in Ungheria. Tanto più che la decisione del governo Orban risulta presa "senza consultazioni di nessun tipo" e avrà l'effetto di "complicare l'accesso all'aborto" e "aumentare i traumi vissuti da donne che già convivono con situazioni difficili".

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Non è un caso che, al netto del limite delle 12 settimane di gravidanza, la possibilità di accedere all'aborto in Ungheria è già abbastanza ristretta. Può verificarsi infatti in sole quattro circostanze: se la gravidanza è effetto di reati o violenze sessuali, se il parto può provocare un pericolo per la salute della donna, se l'embrione presenta gravi handicap a livello fisico o se la partoriente presenta una "situazione sociale insostenibile".