Aborto sul traghetto a Ponza, famiglia:"Faremo un esposto"

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di Roberta Lanzara  

"Bisogna andare a fondo di questa vicenda. Nei prossimi giorni faremo un esposto alla magistratura". S.Y. preannuncia all'Adnkronos un seguito giudiziario alla vicenda che ha visto coinvolta la sua compagna R.M., che, alla settima settimana di gravidanza, ha abortito dopo un viaggio in traghetto tra Ponza e Formia. Sulla vicenda il consigliere regionale del Lazio Giuseppe Simeone, presidente della VII Commissione Sanità, ha chiesto chiarimenti con una lettera indirizzata al Direttore generale della Asl di Latina. La Asl dal canto suo ha replicato che ''sono stati seguiti i protocolli" ed "è prematuro parlare di 'malasanità'", assicurando comunque che "saranno svolti altri accertamenti". 

La donna racconta all'Adnkronos di essere andata al 'Punto di primo soccorso' dell'isola e di essersi fatta visitare dalla guardia medica di turno: "Ero andata a trovare il mio compagno a Ponza per valutare un eventuale trasferimento. Martedì mattina già dal risveglio ho avuto dei malesseri. Ho provato a contattare il mio ginecologo a Napoli che mi ha suggerito di riposare e andare in ospedale. Così ho fatto". Ma al poliambulatorio "non avevano i macchinari necessari. Non potevano neanche farmi una ecografia, o delle analisi del sangue - racconta la giovane -. Dunque dopo un'intramuscolo di Prontogest, verso le 13 mi hanno suggerito di andare a Formia". 

R.M. ha quindi preso il traghetto. Durante il tragitto "mi sono sentita male - racconta - Sono collassata, ho perso i sensi più volte. Fortunatamente tra i passeggeri c'erano un'infermiera e un medico che mi hanno soccorso - spiega -. Da quel poco che ricordo nei momenti in cui ero vigile l'infermiera mi rianimava e aiutava con la respirazione. Il comandante ha attivato la traversata di emergenza e un carabiniere a bordo ha chiamato il 118. Siamo arrivati in poco più di due ore, ma troppo tardi comunque. All'arrivo a Formia un'ambulanza mi ha portato in ospedale, al Dono Svizzero. Ricordo che il comandante tra le varie cose mi ha chiesto perché non fosse stato chiamato l'elisoccorso, ma mi hanno spiegato che a sette settimane di gravidanza non è previsto l'elicottero, che il Prontogest avrebbe bloccato l'aborto".  

"Non ci sono limiti normativi alla chiamata dell'elisoccorso - spiega all'Adnkronos Mario Balzanelli, direttore del Sistema di Emergenza Territoriale 118 di Taranto - E' a discrezione del medico richiederlo. E comunque dalle isole c'è anche il soccorso con idroambulanza, previsto dal 118 per i casi meno gravi". Il compagno di R.M. ribadisce: "Mi hanno detto: 'stai tranquillo, si può fare tre ore di mare in traghetto. Non hanno chiamato il 118'".