Abramovich cerca casa (e un nuovo passaporto) a Istanbul

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AGI - Il multimiliardario russo di madre ucraina, Roman Abramovich, starebbe cercando casa a Istanbul, in base a quanto riferisce la stampa locale. Sanzionato da Stati uniti, Gran Bretagna, Unione Europea e Canada dopo l'invasione russa dell'Ucraina, l'oligarca è sempre più spesso segnalato in Turchia, Paese che non ha applicato le sanzioni nei confronti della Russia e in cui l'ex patron del Chelsea ha negli scorsi mesi fatto ormeggiare i suoi 4 yacht, il cui valore totale è stimato in 1.2 miliardi di dollari.

L'oligarca, costretto a vendere il club londinese del Chelsea, potrebbe secondo la stampa turca addirittura acquistare anche una squadra di calcio turca, tuttavia al momento non ci sono conferme su specifiche trattative.

Certo è che negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni di Abramovich in riva al Bosforo e, come fa notare il supplemento del quotidiano Hurriyet, "da ospite potrebbe presto divenire un cittadino di Istanbul" perché il miliardario è stato visto la scorsa settimana visitare ville in prossimità del mare e godere dei panorami mozzafiato dello Stretto.

Roman Abramovich caught on camera yesterday in Istanbul, Turkey. https://t.co/t0s5xsHF4Y

— Fatima Tlis (@fatimatlis) October 18, 2022

La legge turca prevede la possibilità di acquisire la cittadinanza con un investimento di 400 mila dollari, limite alzato lo scorso giugno, quando era di 250 mila dollari, proprio in seguito all'aumento di richieste derivato dal conflitto in Ucraina.

Si tratterebbe del quarto passaporto di Abramovich, che vanta già cittadinanza portoghese e israeliana oltre che russa. Il patrimonio dell'oligarca, numero uno dell'agenzia di investimenti privata Millhouse LLC, è stato stimato in 14,5 miliardi di dollari prima del conflitto. Numeri che lo rendono l'undicesimo uomo più ricco della Russia, il più ricco del Portogallo e il secondo più ricco di Israele.

Abramovich negli scorsi mesi ha spostato la sua personale flotta di yacht in Turchia, nel tentativo di evitare la confisca che sarebbe derivata dalle sanzioni con cui i Paesi occidentali hanno colpito la Russia. Gli ultimi due yacht giunti in acque turche sono il 'Garcon' e 'Halo', scampati alle sanzioni dal porto di Falmouth, ad Antigua e Barbuda, dove erano stati ormeggiati dopo l'inizio della guerra e dove hanno rischiato seriamente di essere confiscati dopo essere stati individuati dalle autorità britanniche.

Le altre imbarcazioni dell'oligarca russo di madre ucraina erano giunte in Turchia a marzo scorso seguendo percorsi studiati appositamente per evitare acque internazionali e sanzioni. Secondo il sito Lloyd's Intelligence List, lo yacht 'My Solaris', di 140 metri, ha abbandonato il porto di Barcellona l'8 marzo scorso.

Si trovava al largo della Sicilia due giorni dopo, quando sono entrate in vigore le sanzioni della Gran Bretagna, per poi attraccare il 12 marzo a Tivat in Montenegro e da là prendere il largo verso il porto di Bodrum, nel sud della Turchia. Lo yacht ha seguito una rotta che senza mai entrare in acque greche gli ha permesso di evitare le sanzioni europee, scattate il 15 marzo.

L'altro yacht, 'Eclipsè, di 140 metri con due piste per atterraggio elicotteri e un mini sottomarino annesso, è partito dalle Antille il 3 marzo per giungere in Turchia, nel porto di Marmaris, il 22 del mese, attraverso un percorso che gli ha permesso di evitare le sanzioni. Entrambi gli yacht di Abramovich sono stati spostati a Gocek e ora si trovano nell'Egeo, in acque turche.

La decisione del governo del presidente Recep Tayyip Erdogan di non applicare sanzioni economiche nei confronti della Russia e lasciare aperto lo spazio aereo ha reso la Turchia una delle poche mete a disposizione dei russi che hanno deciso di lasciare il Paese.

Tra questi, circa 20 mila da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, vi sono dissidenti, giornalisti, accademici, ma anche alcuni oligarchi tradizionalmente vicini al presidente russo Vladimir Putin hanno fatto tappa nel Paese.

Proprio la vicinanza di Abramovich a Putin ha spinto il presidente ucraino Zelensky a chiedere alla Casa Bianca di bloccare le sanzioni nei confronti dell'oligarca, nella convinzione che si tratti di un personaggio in grado di mediare con il Cremlino.

Lo stesso Abramovich era presente lo scorso 29 marzo a Istanbul, quando le delegazioni di Russia e Ucraina si incontrarono per portare avanti il negoziato precedentemente iniziato in Bielorussia, senza tuttavia trovare un accordo per un cessate il fuoco.