Abramovich rischia di venir cacciato dall’Inghilterra

Il rischio è che, se i rapporti tra Gran Bretagna e Russia non miglioreranno, Roman Abramovich dovrà salutare la sua ricchissima villa a Kensington Palace Gardens a Londra. (Credits – Getty Images)

La guerra fredda tra Gran Bretagna e Russia rischia di fare una vittima importante. Lo scandalo dell’ex spia russa Sergei Skripal, avvelenato insieme alla figlia in Inghilterra, ha portato a incrinarsi i rapporti tra la Gran Bretagna e il governo di Putin. L’Inghilterra ha imposto sanzioni alla Russia, ma soprattutto sono i rapporti diplomatici a essersi rovinati. Una guerra fredda che coinvolge anche i russi che vivono in Gran Bretagna. E tra loro c’è Roman Abramovich, l’oligarca russo proprietario del Chelsea dal 2003.

Secondo fonti governative britanniche, infatti, non sarebbe stato rinnovato il visto al miliardario russo. Visto scaduto tre settimane fa e, da allora, la burocrazia britannica non si è mossa per rinnovarlo. E parliamo del tredicesimo uomo più ricco d’Inghilterra, nonché il proprietario di uno dei club calcistici più famosi e vincenti degli ultimi anni.

Roman Abramovich, però, non è solo il patron del Chelsea. L’oligarca russo possiede anche alcuni giornali inglesi, ma il grosso della sua fortuna deriva dai rapporti che ancora ha con la Madre Patria, cioè la Russia. E proprio questa potrebbe essere la causa degli intoppi al rinnovo del visto. Visto che non gli è stato negato, va detto, ma neppure rinnovato automaticamente, come si poteva immaginare per un uomo che vive a Londra ormai da oltre un ventennio e che ha un patrimonio personale di 9,3 miliardi di sterline.

Sia lo staff del miliardario russo, sia l’Home Office, cioè il Ministero degli affari interni britannico, hanno rifiutato di commentare la notizia, ma il Financial Times cita almeno tre fonti certe. E il rischio è che, se i rapporti tra Gran Bretagna e Russia non miglioreranno, Roman Abramovich dovrà salutare la sua ricchissima villa a Kensington Palace Gardens a Londra. E potrebbe decidere di dire addio anche al Chelsea.