In Abruzzo 39 casi positivi al Covid 19, in ospedale 17 persone

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L'Aquila, 10 mar. (askanews) - In Abruzzo, dall'inizio dell'emergenza Coronavirus sono stati registrati 39 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara. 17 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva, 9 in terapia intensiva, mentre gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, il laboratorio di Pescara ha eseguito 310 test, di cui 217 sono risultati negativi. La differenza tra il numero totale e quello degli esiti è legato al fatto che alcuni test sono stati eseguiti più volte sullo stesso paziente. Complessivamente, infatti, i pazienti sottoposti a test nella nostra regione sono stati 297: 37 nella Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, 35 nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 192 nella Asl di Pescara e 33 nella Asl di Teramo. Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

  • Prodi: "Se succede la grande crisi gli olandesi a chi venderanno i tulipani?"
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    Prodi: "Se succede la grande crisi gli olandesi a chi venderanno i tulipani?"

    "Una grandissima parte della società ha reddito zero, bisogna pensare a come ricostruire la struttura economica del Paese, come ricostruire l'Italia quando saremo fuori da questo dramma, dobbiamo prepararlo adesso, con urgenza". Lo ha affermato Romano Prodi, ospite a 'Che tempo che fa'. Poi, a proposito dei veti che stanno bloccando le decisioni dell'Unione europea, ha osservato: "Ma gli olandesi se succede la grande crisi a chi venderanno i tulipani?". "E' come la guerra, il paragone di Draghi è scientificamente giusto - ha detto Prodi - Non è la crisi del 2008 che parte dalla finanza e poi prende il resto dell'economia, prende tutti: i ristoratori e quelli che devono andare a mangiare".  In Europa, ha aggiunto, "non c'è una strategia per il futuro", ma "il gruppo di Paesi che rifiuta l'austerità per definizione è diventato molto più forte. Finalmente il pericolo è percepito. Il primo passo della Banca centrale europea ci aiuta", ma occorre una "strategia comune e un forte incentivo immediato per le imprese come stanno facendo in America: famiglie e imprese, perché è una crisi dell'offerta e una crisi della domanda".

  • Anziana chiama 112: "Ho solo latte e biscotti".  Carabinieri le portano pasti caldi
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    Anziana chiama 112: "Ho solo latte e biscotti". Carabinieri le portano pasti caldi

    Erano le 19.48 di ieri sera quando al 112 dei carabinieri di Reggio Emilia è giunta la telefonata di una 74enne invalida civile di Reggio Emilia che segnalava ai militari di non aver potuto ritirare la pensione e per questo impossibilitata a fare la spesa. In sua disponibilità solo latte e biscotti. Gli operatori in servizio alla centrale operativa del comando Provinciale carabinieri di Reggio Emilia nella mattinata di oggi hanno fatto pervenire all’anziana i pasti caldi. Primi, secondo, contorni e frutta approntati dalla mensa dei carabinieri. Da domani potrà disporre del servizio di spesa a domicilio assicurato, grazie ai volontari, dal comune di Reggio Emilia. A recapitare i pasti all’anziana, per conto degli operatori del 112, una pattuglia della stazione dei carabinieri di Corso Cairoli che questa mattina ha consegnato gli alimenti all’anziana invalida. La risposta della diretta interessata non si è fatta attendere: nella tarda mattinata odierna la 74enne ha chiamato al 112 ringraziando in lacrime.

  • Buoni spesa: ecco come funzionano
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    Buoni spesa: ecco come funzionano

    Come funzionano i buoni spesa che saranno distribuiti ai Comuni.

  • Che cosa si è visto nella terza domenica del #restoacasa
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    Che cosa si è visto nella terza domenica del #restoacasa

    Parmigiana: La corona di alloro passata di balcone in balcone per recapitarla alla vicina appena laureata in Medicina lontana dai parenti. E poi la parrucchiera forzatamente a riposo che si è riciclata in cuoca e cucina per i vicini, quelli che vanno in farmacia per chi non può muoversi. A Unomattina in famiglia Monica Setta intervista anche Paolo Masini che ha istituito il premio “Mamma Roma” per premiare le iniziative condominiali più belle. Per l'ex parrucchiera che cucina c'è una curiosità da soddisfare. Cosa chiedono di più? “La parmigiana”.Il letto in collegamento: Dopo divani di varie fogge e librerie varie sullo sfondo dei collegamenti casalinghi, nella tv del coronavirus si affaccia una stanza da letto. Quella con copriletto a righe rosso, libri sul comodino e porta abiti in bella mostra da cui si collega con Mezz'ora in più (Raitre) Fabrizio Nicastro dell'Istituto nazionale di astrofisica. Scenografia e look a parte (giacca della tuta e t-shirt grigia) Nicastro offre un'interessante (e incoraggiante) lettura della curva dei contagi.Notizie da incubo: Andrea Crisanti professore di microbiologia e virologia all'università di Padova a Mezz'ora in più si dice convinto che il contagio ora sia alimentato soprattutto dalla trasmissione interfamiliare: “Dalle nostre stime abbiamo dai 400 mila ai 600 mila infettati (quelli non censiti ufficialmente ndr) la maggior parte dei quali sta a casa con i familiari. I nostri dati ci dicono che un familiare ha una probabilità di infettarsi 280 volte superiore di chi vive in una casa senza persone infette”. La conduttrice Lucia Annunziata prova a tradurre: “Ci sta dando una notizia da incubo: dobbiamo stare tutti a casa con le nostre famiglie, ma il posto dove ci crediamo più protetti può diventare il nostro inferno, è questo che ci state dicendo?” “Non ci ricordiamo cosa è successo con la nave Diamond Princess?” “Allora forse non basta dire state a casa” chiosa Annunziata.La birretta della Venier: Giacca bianca, camicia azzurra, Mara venire dà il via austeramente alla sua Domenica in, inquadrata come un mezzobusto del tg: “Sarà una Domenica in che abbiamo adattato alle esigenze del momento, senza ospiti, con molti collegamenti” premette, rivolgendo i suoi saluti e i suoi pensieri a malati e medici in prima linea. Poi però , quando si affaccia in collegamento Luca Argentero per celebrare il successo della sua fiction “Doc nelle tue mani”, zia Mara si lascia andare: “Ho sentito che hai promesso una birretta ai tuoi ospiti quando tutto sarà finito, mi candido anche io”, gli fa lui. E lei: “Sai che ti dico Luca? Io me ‘mbriacherò, una birretta non mi basta, da buona veneta. Vedrete cosa farà la zia”.Bollettino: Ormai telefonate e videochiamate si fissano prima o dopo il rito quotidiano delle 18. Oggi il capo della protezione civile Borrelli si è presentato con Luca Richeldi, pneumologo del comitato tecnico-scientifico e con l'interprete Lis, che ieri si era eclissata, ringraziando “il popolo albanese e il presidente Edi Rama per le parole con cui ha commentato la partenza di 30 tra medici e infermieri: ha dimostrato una vicinanza non solo geografica al nostro Paese rinnovando un rapporto reciproco” . (il commovente video del presidente albanese con il presidente che parla ai sanitari albanesi in partenza oggi è diventato virale. Dice: “ L'Italia è casa nostra da quando i nostri fratelli e sorelle ci hanno salvato nel passato, ospitandoci e adottandoci mentre qui si soffriva. Noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria, non possiamo permetterci di non dimostrare all'Italia che l'Albania e gli albanesi non l'abbandonano”. Chapeau).Chi fa e chi parla: “Dove sono le Ong, cosa fa Emergency?”. Fabio Fazio è onorato di poter intervistare Gino Strada di Emergency dopo la domanda tormentone che, accusando a torto la sua associazione (che è impegnata nell'allestimento del nuovo ospedale Covid a Bergamo), ha fatto il giro del web. Gliela ripropone anche lui, sdegnato per la fake news: “In questo momento c'è chi fa e c'è chi parla, chi fa cerca di aiutare chi parla lo fa spesso a sproposito soprattutto se è un giornalista, basta telefonare e chiedere. E' una polemica e una campagna di odio fuori luogo”, risponde Strada.Chi può metta, chi non può prenda: È la frase che campeggia su un cartello di Napoli citato dalla ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova collegata con Barbara D'Urso a Non è la D'Urso live: parlando del dramma degli italiani rimasti senza soldi per la spesa la ministra chiarisce che lo Stato deve prendersi cura di loro. E poi rivolgendosi a chi fa abitualmente volontariato, invita a seguire il messaggio napoletano. D'Urso, in miniabito di strass blu, approva.Le accuse di Briatore: “So che tu sei molto critico, cosa non ha funzionato?” chiede Giletti a Flavio Briatore, in collegamento con Non è l'Arena: “Non c'è stata sfortuna, il premier e il ministro della Salute hanno commesso tre reati: prima hanno taciuto, poi hanno diffuso e adesso non mettono a disposizione i mezzi per combattere” chiarisce lui. Giletti lo frena: “Le parole pesano come mattoni, che qualcosa non abbia funzionato l'ho detto anche io, ma reati mi sembra troppo”.

  • Coronavirus, suicida l'assessore delle Finanze tedesco
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    Coronavirus, suicida l'assessore delle Finanze tedesco

    La Germania è sotto shock per la notizia della morte dell'assessore delle Finanze dell'Assia, Thomas Schaefer, trovato senza vita sui binari di un intercity, a Hochheim sul Meno.

  • Coronavirus, 'a Wuhan molti più morti': i dubbi dei media
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    Coronavirus, 'a Wuhan molti più morti': i dubbi dei media

    Il numero dei decessi resi noti a Wuhan non convince Radio Free Asia. L'emittente, in un lungo articolo pubblicato sul proprio sito, solleva dubbi sulla veridicità delle vittime, "circa 2500'', registrate in città. "Dall'inizio della settimana, 7 grandi società di pompe funebri hanno consegnato ogni giorno le ceneri di circa 500 defunti alle rispettive famiglie. Questo fa pensare che siano morte più persone rispetto a quanto indicato dalle cifre ufficiali", si legge nell'articolo, che si basa anche su dichiarazioni rese da cittadini in forma anonima. Per delineare il quadro, Radio Free Asia fa riferimento anche alle informazioni diffuse dal sito Caixin.com, secondo cui 5000 urne sarebbero state consegnate ad un'azienda di pompe funebri nell'arco di una sola giornata. I numeri sono al centro di discussioni sui social e nell'articolo di RFA si arriva ad ipotizzare il totale di 42.000 decessi sulla base di ragionamenti ad oggi privi di evidenze concrete. Si ipotizza che nel complesso verranno consegnate ogni giorno circa 3500 urne tra il 23 marzo, data di inizio del processo, e la festa del QingMing che cade il 5 aprile.

  • Emergenza coronavirus, arrivano i primi provvedimenti di WhatsApp
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    Emergenza coronavirus, arrivano i primi provvedimenti di WhatsApp

    Whatsapp ha deciso di limitare, al momento solo in India, la durata dei video condivisi tramite lo stato

  • Meteo, in tutta Italia ritorna l’inverno: brusco calo delle temperature
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    Meteo, in tutta Italia ritorna l’inverno: brusco calo delle temperature

    Le correnti artiche si abbattono sull'Italia: torna l'inverno. Temperature in netta discesa al Nord.

  • Ospedale Fiera a Milano, Fontana: “Qualcosa di davvero grande”
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    Ospedale Fiera a Milano, Fontana: “Qualcosa di davvero grande”

    Il governatore lombardo, Attilio Fontana, ha effettuato un sopralluogo presso il nuovo ospedale in fase di allestimento presso la Fiera di Milano

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    "L'Italia sia attenta a bugie e ambizioni della Cina", avverte Joshua Wong

    Joshua Wong, leader del partito Demosisto e degli studenti di Hong Kong, ammonisce l'Italia affinché non diventi "una provincia in più della Repubblica Popolare Cinese". Secondo Wong, "al di là di ogni dubbio, la Cina sta sfruttando l'invio delle sue mascherine sanitarie allo scopo di ottenere una futura influenza politica. La generosità insincera ha un prezzo". Wong, che ha capeggiato le durissime proteste per la democrazia nel corso del 2019 a Hong Kong, in un'intervista all'AGI mette anche in guardia dalla conclamata fine dei contagi di coronavirus in Cina, accusando il governo di Pechino perché continuerebbe a nascondere la verità sui dati sanitari."Nel novembre dello scorso anno - prosegue Joshua Wong - l'ambasciata cinese a Roma ha apertamente criticato alcuni parlamentari italiani per avere promosso una videoconferenza con il movimento democratico di Hong Kong, trattando l'Italia alla stregua di una provincia aggiunta della Cina". Wong è preoccupato che Pechino "si stia comprando l'Italia". "Se il governo italiano mancherà di proteggere la nazione contro le ambizioni autocratiche della Cina, le conseguenze di una perdita di sovranità e di autonomia saranno ancora più disastrose".​Joshua Wong torna a sottolineare la sua posizione sulla pandemia di coronavirus: "E' ben più di una semplice malattia: si tratta di una sequela di errori prettamente umani. Poteva essere contenuta se i medici che la denunciarono non fossero stati incarcerati. E anche adesso le autorità di Pechino stanno continuando a mettere il bavaglio alle critiche che circolano sul web nei confronti della cattiva gestione dell'epidemia da parte del governo".Wong non usa mezze misure rispetto al "modello cinese" che pure ha costituito, e sta costituendo, l'esempio seguito in Occidente per fronteggiare la diffusione del virus: "Per mantenere bassi i numeri delle statistiche ufficiali sui casi accertati, gli ospedali cinesi adesso rifiutano l'accettazione di nuovi pazienti, mentre quelli ancora in via di guarigione sono costretti a terminare il trattamento e i pazienti asintomatici non sono conteggiati nella casistica totale, secondo quanto riferiscono numerosi organi di informazione"."Ciò senza voler menzionare - aggiunge l'attivista - che l'ottanta per cento dei test per il Covid-19 che la Repubblica Ceca ha ricevuto dalla Cina dà risultati falsi. Ecco, tutte queste informazioni censurate dalla Cina potrebbero portare a un'altra ondata di contagi e potrebbero determinare la vita e la morte negli altri Paesi". "Intanto, la Repubblica Popolare Cinese è tutta impegnata a riscrivere la narrazione di questa vicenda rimproverando gli altri. La settimana scorsa i media di Stato cinesi, Global Times, Cctv e Xinhua, hanno mentito al pubblico sostenendo che il virus era già diffuso in Italia anche prima dell'epidemia di Wuhan", rimarca Joshua Wong."Il governo cinese - aggiunge Wong - ha anche strombazzato che la Cina avrebbe dato le mascherine all'Italia in cambio di niente. Attraverso questa disinformazione e queste fake news, la Cina calpesta la dignità delle altre nazioni, minaccia la loro sicurezza con omissioni e bugie, mettendo anche in dubbio il disinteresse degli aiuti disposti dal proprio governo"."In questa triste situazione - conclude - la popolazione dell'Italia e quella di Hong Kong stanno entrambe combattendo una guerra contro un virus mortale. Noi hongkonghesi siamo tutti quanti al fianco di ciascun italiano. E sono sicuro che potremo superare questi difficili momenti in poco tempo".

  • Padre muore in casa, la figlia: “Non gli hanno fatto il tampone”
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    Padre muore in casa, la figlia: “Non gli hanno fatto il tampone”

    A Piazza Pulita su La 7 Asia Marchesi ha raccontato del calvario vissuto dal padre Sirio morto in casa con sintomi analoghi al Covid-19.

  • Brusaferro: solo dopo Pasqua si potranno rivedere i divieti
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    Brusaferro: solo dopo Pasqua si potranno rivedere i divieti

    Il presidente dell'Iss: il virus rallenta

  • La Madonna “appare” in piazza San Pietro durante benedizione del Papa
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    La Madonna “appare” in piazza San Pietro durante benedizione del Papa

    Un nuvola avrebbe preso la forma della Madonna in piazza San Pietro durante la benedizione Urbi et Orbi.

  • Navi da crociera, l’ambiente ideale per le relazioni tra i dipendenti
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    Navi da crociera, l’ambiente ideale per le relazioni tra i dipendenti

    Secondo i lavoratori delle navi da crociera le relazioni sentimentali tra dipendenti sarebbero estremamente numerose a causa degli spazi condivisi.

  • Di Matteo: la mafia punta a prendersi le aziende in crisi
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    Di Matteo: la mafia punta a prendersi le aziende in crisi

    "C'è un altro contagio da evitare"

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    Quali sono gli strumenti per fare lezioni online

    Che si chiami didattica a distanza o e-learning, la sostanza è quella: il coronavirus e le scuole chiuse hanno forzato l'utilizzo delle piattaforme digitali per l'istruzione. Lo studio via smartphone ha da giorni rivoluzionato le abitudini dei studenti e insegnanti, ma anche la composizione dei download. Piattaforme per la didattica e soluzioni per videoconferenze hanno superato social e giochi nelle classifiche delle app più scaricate.Il contributo dei grandi gruppiCome per lo smart working, la tecnologia è lì da anni. Ma solo adesso sta entrando nelle case di milioni di persone. Alla fine di febbraio, il Miur ha pubblicato una pagina dedicata alla didattica a distanza. È “un ambiente di lavoro in progress per supportare le scuole nel periodo di chiusura legato all'emergenza coronavirus”.Il ministero indica due piattaforme, che hanno messo a disposizione le proprie risorse: G-Suite for Education e Office 365 Education A1.La prima è il pacchetto di Google. Oltre a prodotti generalisti come Gmail e Drive, ce ne sono di più specifici. Hangouts Meet consente di comunicare via chat e videoconferenza, fino a 250 partecipanti, e con streaming fino a 100.000 utenti.L'applicazione Classroom permette di “creare classi virtuali, distribuire compiti e test, dare e ricevere commenti su un'unica piattaforma”. Google ha anche creato (in collaborazione con l'Unesco) “Insegna da casa”, una “stanza digitale” dove trovare, in lingua italiana, informazioni, suggerimenti, formazione a supporto di insegnanti e studenti.Office 365 Education A1 è invece di Microsoft. Include Teams, che permette di attivare videoconferenze, videochiamate, lavagne digitali, collaborazione tra classi e archivio dei file. Amazon sta contribuendo con Chime, un servizio per organizzare riunioni virtuali, chat, videochiamate e classi virtuali.La versione Pro (quindi con funzionalità avanzate) sarà accessibile in “prova gratuita” fino al 30 giugno.Ibm e Cisco stanno mettendo a disposizione la piattaforma Cisco Webex (sono circa 80 le scuole che l'hanno adottata per organizzare lezioni virtuali) e un servizio di assistenza per insegnanti e studenti.Le piattaforme che portano le classi onlineLe piattaforme per l'e-learning non si fermano ai grandi gruppi. Quella italiana che raggiunge più docenti e studenti è WeSchool. Fondata da Marco De Rossi con il nome di Oilproject, aiuta gli insegnati a “portare le loro classi online e rendere la loro didattica digitale”. Sono circa 2 milioni gli studenti che accedono ogni mesi alla sezione Library, popolata da videolezioni. Moodle è una piattaforma open source utilizzata dalle aziende per fare formazione, ma anche dagli insegnanti per digitalizzare parte dei percorsi educativi. Edmodo dà la possibilità di organizzare il lavoro della classe, sia sui banchi che in cattedra. Offre infatti risorse per scuole, insegnati, studenti e anche per i genitori. Redooc, più che come versione digitale delle classi, si pone come “alternativa online alle ripetizioni” ed è focalizzata su “matematica, fisica, italiano, Invalsi, educazione finanziaria e giochi di logica”. Il Miur cita Bricks Lab, una piattaforma milanese che “permette di creare lezioni multimediali” e “costruzioni didattiche personalizzate”. Le risorse possono essere condivise dai docenti con gli studenti, ma anche con i colleghi, “in modo da mettere a fattor comune il proprio lavoro e beneficiare di quello degli altri”.Da Treccani alla “lezione segmentata” di Zanichelli In accordo con il Miur, Treccani Scuola mette a disposizione gratuitamente gli strumenti e i contenuti della propria piattaforma per tutte le scuole che vogliono attivare forme di didattica a distanza nel periodo di chiusura legato.Zanichelli offre 2500 video, 120 mila esercizi interattivi e l'accesso gratuito a 10 dizionari digitali, tra cui lo Zingarelli. La casa editrice sta anche promuovendo il modello della “lezione segmentata”, perché meglio si adatterebbe all'e-learning: ogni lezione dura 45 minuti ed suddivisi in quattro segmenti: una rapida verifica delle preconoscenze, un quarto d'ora di spiegazione, un'attività per fare esercitare la classe e infine una discussione sui risultati dell'attività. “È La lezione segmentata è l'adattamento alla scuola italiana della chunked lesson sperimentata nel mondo anglosassone”, spiega il direttore editoriale di Zanichelli Giuseppe Ferrari. “Brevi lezioni frontali si alternano a momenti di apprendimento attivo, nei quali gli studenti lavorano e discutono con l'insegnante. Lo spezzettamento dà ritmo alla lezione e tiene viva l'attenzione degli studenti, che tende a perdersi durante le lezioni frontali, soprattutto se a distanza”.Effetto scuole chiuse: le app più scaricateCome già successo in Cina, anche in Italia le applicazioni per videoconferenze e lezioni a distanza hanno scavalcato TikTok e giochi per smartphone. Secondo i dati di App Annie, le sette applicazioni più scaricate del 6 marzo su iPhone sono legate a istruzione o riunioni da remoto. Nell'ordine: Meet e Classroom di Google, WeSchool, Skype, Edmodo, Zoom (per i meeting) e Microsoft Team. Anche su Google Play (il negozio delle app per Android), Meet e Classroom sono in cima. Edmodo, Teams, Zoom, Skype e WeSchool sono nella top 20.Zone gialle e rosse: i primi esempiPrima che la chiusura delle scuole fosse estesa, alcuni istituti delle zone più esposte si erano già organizzati. Alcune delle loro esperienze sono state raccolte dal Miur. Al liceo scientifico Oriani di Ravenna, gli studenti seguono le esercitazioni e le lezioni dei professori tramite le app Classroom e Meet. L'Istituto Prealpi di Saronno sta organizzando lezioni tramite Skype e WeSchool, non tanto per avanzare con il programma quanto per organizzare percorsi di recupero. L'Istituto Comprensivo di Lozzo Atestino (cui fa capo anche Vo', in provincia di Padova) ha avviato lezioni trasmesse in diretta dagli insegnanti. Dal 25 febbraio, i professori dell'Istituto Tosi di Busto Arsizio si collegano ogni mattina con gli studenti.L'esperienza (prima del coronavirus)Chi aveva già utilizzato le piattaforme di e-learning senza la costrizione del coronavirus ha deciso di mettere a disposizione la propria esperienza. A Indire (un istituto di ricerca del ministero dell'Istruzione) fanno capo il movimento Avanguardie educative e il progetto Piccole scuole. Il primo ha portato avanti l'idea delle “Flipped Classroom”, cioè delle “classi capovolte”: le lezioni si fanno da casa, con video e risorse digitali. Le aule diventano invece spazi-laboratorio, con un approccio pratico. Piccole scuole aggrega quasi 9 mila istituti e 600 mila studenti, con lezioni e progetti condivisi anche grazie all'uso di videoconferenze. I docenti che appartengono a queste due reti educative hanno dato la propria disponibilità a collaborare con i colleghi che, da un giorno all'altro, si sono ritrovati fare lezioni digitali. Hanno organizzato una serie di webinar gratuiti: corsi che vanno dalla privacy alle lezioni di musica, dalle istruzioni sull'uso delle piattaforme fino agli esempi pratici di didattica. Obiettivo: “Diffondere e condividere buone pratiche a sostegno dei processi d'innovazione per il nostro sistema scolastico”. Qualcuno aveva già capito quanto fossero importanti. Anche senza coronavirus.

  • Fedez, Codacons pretende le scuse: “Potete andare a fare in c**o”
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    Fedez, Codacons pretende le scuse: “Potete andare a fare in c**o”

    Il Codacons pretende le scuse di Fedez entro 48 ore. La replica del marito di Chiara Ferragni è al vetriolo.

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    Il conto dei morti non torna

    La maggior parte dei 13 sindaci lombardi interpellati dall'AGI conferma la tesi del sindaco di Bergamo Giorgio Gori: esiste un ‘sommerso' di persone decedute col coronavirus, soprattutto nelle case di riposo, ma anche persone che spirano nella loro abitazione, che non emerge dai dati ufficiali.Sedici vittime in tre settimane. Il drammatico bilancio non lascia dubbi nella casa di riposo "Sassi" di Gropello Cairoli (Pavia) dove hanno perso la vita 15 degenti e un'infermiera di 64 anni risultata positiva al coronavirus. Per gli anziani ospiti della Rsa i sintomi sono quelli riconducibili al Covid-19 anche se non si è potuta accertare la natura della malattia non essendo stati eseguiti i tamponi.Eclatante il caso di Albino, provincia del capoluogo orobico, il più colpito assieme a Brescia: “Lo scorso anno, dal 23 febbraio al 27 marzo erano morte 24 persone, quest'anno sono 145 - spiega il sindaco Fabio Terzi - tra i deceduti, quelli con coronavirus ‘certificati' sono 30. E' chiaro che i conti non tornano”. Restando in questa provincia, a San Pellegrino Terme, il primo cittadino Vittorio Milesi fa sapere che “dal primo marzo si sono contati 45 morti di cui 11 con coronavirus accertato da tampone. Lo scorso anno, erano mancate solo due persone”. “Da noi dall'inizio dell'emergenza abbiamo messo in fila 135 morti, l'anno passato era una novantina in meno - afferma Davide Casati, sindaco di Scanzorosciate, sempre provincia bergamasca - Quelli covid sono non più di 20, una minima parte, in linea con quello che sostiene Gori. Da tenere presente che di quei 135, 80 sono deceduti nella casa di riposo, di cui solo alcuni risultano residenti nel paese”. Marco Milesi, che guida il comune di San Giovanni Bianco, ancora Bergamo, ha assistito alla morte di 42 compaesani, “la quasi totalità sono morti certificati di Covid”. La situazione sembra simile nel cremonese. A Castelleone, il sindaco Pietro Fiori ha messo insieme dal primo marzo 25 morti, 23 in più rispetto al 2019. "Non ho dati ufficiali, di alcuni i familiari mi hanno detto che il virus è stata la causa e lo hanno scritto sul certificato di morte. Ma il numero è troppo esiguo rispetto al totale, tanti sono morti in casa, presumo almeno una quindicina”. Poco lontano, a Soresina, il sindaco Diego Vairani annota che “sono mancati 18 residenti con Covid, qualche unità in più rispetto allo scorso anno. Il dato più forte riguarda la casa di riposo dove nel 2019 ne morirono 2, quest'anno oltre una decina. Di questi ipotizziamo, ma non c'è il tampone, che molti siano deceduti col virus”. Vairani ci tiene a chiarire che “i dati reali di positivi e deceduti nel comune, discordanti rispetto a quelli della Regione che arrivano dopo, vengono ricavati grazie alla rete di medici e farmacisti di buona volontà che operano sul territorio. Sono dati che servono a ricostruire la rete di contatti di chi è stato colpito dal virus per evitarne l'ulteriore diffusione. La politica regionale e nazionale è molto distante da noi sindaci, come dimostrano i 12 documenti sui comportamenti da tenere, difficili da capire anche per un esperto”. Anche a Mediglia, nel milanese, decisiva nella triste contabilità è la casa di riposo. “Non ho una stima precisa - dice il primo cittadino Paolo Bianchi - ma posso affermare che i morti sono più del triplo dello scorso anno dall'inizio dell'emergenza. Sono 61 i deceduti nella casa di riposo più altre 8 persone. Quanti di Covid? Non lo so, sono i famosi dati ‘disallineati' che ci arrivano sempre in ritardo e senza referti medici da parte di Ats Città Metropolitana”. In controtendenza Trezzano sul Naviglio, sempre provincia di Milano, Fabio Bottero: “L'anno scorso è stato un anno sfortunato, con molti decessi. Da noi di Covid ci sono solo 3 deceduti. Non abbiamo registrato incrementi”.Il sindaco di Pisogne (Brescia), Federico Laini, sta raccogliendo i dati precisi che saranno pronti lunedì, ma per adesso osserva che “nelle ultime settimane ho un aumento incomprensibile di morti per arresto cardiaco di individui che non avevano sintomi di coronavirus”. Nel bresciano, a Robbio, c'è il primo sindaco Roberto Francesco che ha rotto il ‘muro' lombardo del no tamponi agli asintomatici e che vuole seguire il metodo di Vo' Euganeo: “Noi abbiamo avuto 4 morti certificati da Covid su 8 persone positive. Oggi è morta la moglie di una persona positiva in casa di riposo, ma il tampone non le è stato fatto, casi così ce ne sono molti di sicuro. Io però ho cominciato a fare il test a tutti gli oltre 3mila abitanti. Gente convinta di esserlo perché aveva la polmonite non era positiva e chi non aveva sintomi aveva il virus. Per esempio tra questi ultimi due lavorano con due ditte con centinaia di dipendenti”.In Lombardia c'è poi il caso Codogno, col sindaco Francesco Passerini che stima “125 decessi a fronte dei 51 dello scorso anno tra fine febbraio e marzo. Quanti siano morti col virus non si sa, quelli in casa di riposo non sono sottoposti al test. Ma non sono convinto che questo sia un errore perché, a quanto mi dice Ats, la contagiosità va analizzata nelle prime 24 ore dal decesso, dopo la vitalità del virus quasi sicuramente scompare. Quindi molto dipende dalla tempistica del tampone, non farlo entro tempi certi significa sprecare tempo, soldi ed energie”. Nel comasco, provincia tra le meno interessate dal contagio, a Gravedona, spiega il sindaco Fiorenzo Bongiasca, a “marzo di quest'anno ci sono stato 51 morti, nel 2019 erano 24”. Da tenere presente che però nel paese lacustre c'è un ospedale dove hanno perso la vita residenti in altri comuni del comprensorio. I morti ‘certificati' coronavirus sono solo 5. Il comune di Dongo, stando a quanto riferito dal vicesindaco Mauro Robba, pare confermare la tesi di Gori: “Nel marzo scorso erano mancate 2 persone, quest'anno 8, solo uno accertato coronavirus”.

  • Trovato morto il bimbo di 3 anni scomparso a Metaponto
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    Trovato morto il bimbo di 3 anni scomparso a Metaponto

    È stato ritrovato il cadavere del bambino di tre anni di cui si erano perse le tracce ieri mattina a Metaponto di Bernalda (Matera).

  • Oroscopo settimanale di Paolo Fox dal 30 marzo al 5 aprile 2020
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    Oroscopo settimanale di Paolo Fox dal 30 marzo al 5 aprile 2020

    Ottimo oroscopo settimanale per il periodo dal 30 marzo al 5 aprile per Ariete, Bilancia e Acquario, meno per il Toro: le previsioni di Paolo Fox.

  • Morto Attilio Bignasca, addio all’imprenditore della Lega Dei Ticinesi
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    Morto Attilio Bignasca, addio all’imprenditore della Lega Dei Ticinesi

    Grave lutto nella Lega. Questa notte è venuto a mancare Attilio Bignasca, imprenditore e capo della Lega nel Ticino dal 2013.

  • Toti: se i dati si confermano forse raggiunto picco
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    Toti: se i dati si confermano forse raggiunto picco

    "Li leggiamo con un filo di ottimismo"

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    Nuovo record di decessi in Spagna. Sanchez: "L'Europa sta rischiando"

    Nella pandemia di Covid-19 la Spagna segue drammaticamente l'Italia, nei numeri (prima) e nei provvedimenti di contrasto (poi). Il record di decessi che ogni giorno viene frantumato, nelle ultime 24 ore sono stati 838 che hanno portato il totale a 6.528, con quasi 79 mila casi confermati (poco meno della Cina), ha costretto il premier socialista, Pedro Sanchez, a inasprire ulteriormente il confinamento, nonostante la resistenze durate quasi una settimana.Oggi un consiglio dei ministri straordinario approverà il nuovo decreto che vieta tutte le attività non essenziali almeno fino al 9 aprile con un congedo retribuito per tutti i lavoratori. Quali settori resteranno apertiI partner di Sanchez, incluso Podemos, avevano già sollecitato misure più drastiche. La Moncloa ha iniziato tuttavia la settimana riluttante verso una ulteriore stretta alla libertà di spostamento, con un occhio al crollo del Pil e all'economia già fragile. I record consecutivi di decessi degli ultimi tre giorni non hanno però lasciato spazio a tentennamenti. L'obiettivo ora è di ridurre la mobilità nelle prossime due settimane ai livelli del weekend.Potranno continuare a lavorare solo i settori legati alle attività che con lo scorso decreto erano stati autorizzati all'apertura. Saranno quindi mantenute le attività legate al settore primario, come l'agricoltura e la pesca e prodotti alimentari, la fabbricazione di abiti da lavoro, prodotti farmaceutici e il trasporto e la distribuzione di tutti i prodotti considerati essenziali. Qualsiasi attività di smart working può essere mantenuta.Sanchez ha assicurato, in una video conferenza, che i lavoratori "continueranno a ricevere i loro salari normalmente". Una volta terminata la situazione di emergenza sanitaria, i dipendenti recupereranno le ore di lavoro non fornite gradualmente e distanziate nel tempo. L'appello di Sanchez a BruxellesIl premier, anche in questo caso come l'Italia, ce l'ha particolarmente con l'Ue, invitandola più volte a reagire in una situazione che non potrebbe essere piu' critica. La Spagna non può uscire dalla crisi "con maggiore indebitamento", ha insistito Sanchez. Per questo motivo, ritiene insufficiente l'intervento della Banca centrale europea e ritiene che la luce alla fine del tunnel potrebbero arrivare dall'emissione di quelle che ha definito "bond per la ricostruzione" in modo che lo "sforzo supplementare" nella crisi "abbia il sollievo e la protezione dell'intera Europa"."L'Europa sta rischiando, non può fallire perché anche i Paesi e i governi più europeisti, come la Spagna, hanno bisogno di prove di un reale impegno. Ora è il turno dell'Europa", ha avvertito.

  • Il sondaggio: fiducia in Ue crolla anche fra europeisti
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    Il sondaggio: fiducia in Ue crolla anche fra europeisti

    "L’Europa alla quale il Presidente della Repubblica Mattarella si è appellato è fortemente criticata dalla maggioranza degli italiani. Il 72% dice che al momento non ha contribuito in alcun modo a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso nel nostro Paese. Il dato più allarmante è che per il 77% nei prossimi mesi non cambierà nulla, cioè il rapporto con la Ue rimarrà conflittuale ma non porterà benefici all’Italia". E' quanto scrive sulla Nazione-Resto del Carlino-Giorno Antonio Noto, direttore 'Noto Sondaggi', che spiega come "questo sentimento prevalente" verso l’Europa riguardi anche gli europeisti più ferventi. La loro fiducia verso l’Ue, infatti, scrive Noto, "è crollata al 25%, basti pensare che nel periodo pre-epidemia questo indice era comunque al 34%, ed il 64% dei cittadini si professava "europeista convinto" contro il 49% di questi giorni, quindi con una perdita in poche settimane del 15% del consenso". Per il sondaggista, "ciò che colpisce in questi numeri non è la flessione in sé dei giudizi positivi verso l’Europa, questo era da attendere, bensì l’entità di tale diminuzione". Il "braccio di ferro tra il nostro governo e l’Ue per avere finanziamenti garantiti dagli altri Paesi è stata la ciliegina sulla torta, caduta nel momento in cui i cittadini già non riconoscevano nell’Europa un alleato fedele nella gestione dell’epidemia in Italia". Subito dopo, Noto spiega come non si possa escludere che "questa sensazione di essere lasciati da soli influisca concretamente sulle aspettative del futuro e anche in questo caso i numeri non sono incoraggianti". Infatti, "ben 1/3 dei lavoratori teme che nei prossimi mesi possa essere licenziato o che il proprio lavoro possa diminuire. In entrambi i casi si prevedono forti disagi economici che variano da reddito zero o parzialmente ridotto". Preoccupazione che viene registrata non tra i dipendenti pubblici, ma fra quelli del settore privato, imprenditori, commercianti e partite Iva. "Se per alcune di queste categorie è prevista la cassa integrazione – scrive Noto -, anche se al momento è programmata solo per 90 giorni, per altre invece il rischio è la mancanza di liquidità: il 22% degli italiani afferma che già all’inizio del prossimo mese potrebbe avere difficoltà ad effettuare la spesa". Infine, scrive Noto, "anche rispetto alle restrizioni in atto iniziano a prevalere opinioni critiche. Sebbene rimanga ancora molto alta la percentuale di persone che giudicano questi provvedimenti necessari (77%), dall’altra emerge che il 26% sta diventando dubbioso che queste misure realmente stanno avendo risultati".

  • Più facile l'accredito della pensione
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    Più facile l'accredito della pensione

    Per ridurre le esigenze di spostamento della popolazione, sono state semplificate, attraverso l’adozione di nuove procedure telematiche, le modalità di accertamento della coerenza dei dati dei titolari di prestazioni intestatari di conti correnti, libretti a risparmio e carte prepagate. Dal 10 aprile prossimo per avere l’accredito di prestazioni pensionistiche e non pensionistiche su conto corrente, su libretto di deposito o di risparmio o su carta prepagata ricaricabile, non sarà più necessario presentare all’Istituto i modelli validati dal proprio Istituto o Ente di credito. Lo rende noto la circolare n. 48/2020, con la quale l’Inps spiega le nuove modalità di acquisizione dei dati dei percettori di prestazioni direttamente dagli Istituti ed Enti di credito mediante un sistema denominato “Data Base Condiviso”. Finora, chi chiedeva l’accredito della propria prestazione su conto corrente, libretto o carta ricaricabile doveva presentare all’Istituto un modulo cartaceo, differente a seconda delle prestazioni richieste, validato dal proprio Istituto o Ente di credito, che attestava la corrispondenza delle generalità del titolare con quelle del percettore della prestazione. In considerazione dell’esigenza di salute pubblica di contenere gli spostamenti dei cittadini nel Paese, l’Istituto, con la collaborazione di Poste Italiane e degli Istituti di credito ai quali è contrattualmente affidato il servizio di pagamento delle prestazioni, ha accelerato l’adozione di sistemi informatici per la validazione degli strumenti di pagamento in modalità telematica. Il sistema “Data Base Condiviso” consente quindi, prima dell’accredito delle somme erogate per conto dell’Inps, di verificare la coincidenza fra i dati identificativi del titolare della prestazione e quelli dell’intestatario/cointestatario dello strumento di riscossione (conto corrente, libretto di risparmio dotato di IBAN, carta prepagata ricaricabile dotata di IBAN). Rimangono inalterate invece le indicazioni operative in vigore per i beneficiari di prestazioni a sostegno del reddito erogate su conti correnti esteri.