Abruzzo, FederAnziani: riattivare ambulatori specialistica

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Pescara, 12 giu. (askanews) - Mettere subito gli ambulatori specialistici territoriali dell'Abruzzo in condizione di riaprire e riprendere la loro normale attivit di presa in carico di pazienti cronici e di attivit diagnostica, anche attraverso un aumento delle ore degli specialisti convenzionati interni del territorio. Questo l'appello lanciato dalle societ scientifiche e dalle organizzazioni sindacali di medici riunite nell'Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale "Il problema delle cronicit al tempo del Covid 19 nella Regione Abruzzo", nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticit a Nicoletta Ver, assessore alla Salute della Regione Abruzzo. Anche in Abruzzo come nelle altre regioni in questo periodo di lockdown si accumulato un importante ritardo nelle visite di controllo delle persone affette da patologie croniche, negli screening e nelle nuove diagnosi, un ritardo che ora va colmato facendo subito ripartire la macchina della sanit - dichiara il presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina riassumendo i risultati dell'incontro - I ritardi nelle diagnosi fanno s che le patologie saranno intercettate a uno stadio pi avanzato con rischi di salute per i cittadini e ulteriori costi per il servizio sanitario nazionale. Tra le altre criticit riscontrate in Abruzzo in questo periodo anche un calo importante dell'aderenza alla terapia, con molti pazienti che hanno autosospeso i farmaci ad esempio in ambito cardiologico. Bisogna riattivare l'attivit ambulatoriale in maniera massiccia, ricontattare i pazienti, far capire loro che non bisogna sospendere i farmaci. I centri che avevano in carico i pazienti per valvulopatie devono richiamarli per riprendere le sostituzioni valvolari, specialmente quelle transcatetere che sono quelle maggiormente rimaste indietro. Il Covid ha accentuato un problema che in parte esisteva da prima. Le liste d'attesa erano gi il denominatore comune delle varie regioni, bench l'Abruzzo rappresenti un esempio virtuoso per la forza del suo territorio - dichiara il Segretario Generale di Sumai Assoprof Antonio Magi - il momento buono per cominciare a investire seriamente per agevolare la presenza degli specialisti. Gli specialisti che servono li abbiamo anche in Abruzzo, sono gi in servizio, se riuscissimo a portarli da 20 a 38 ore avremmo gi raddoppiato l'offerta della regione. Ma lo specialista va messo anche in un ambito di equipe in cui le varie figure facciano rete. Solo cos il paziente pu essere preso in carico in modo efficiente. Una volta uscito dall'ospedale deve trovare sul territorio una rete importante che lo possa seguire.