Abusò diverse donne, mea culpa gesuiti cileni per prete defunto

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Roma, 1 ago. (askanews) - I gesuiti cileni hanno accertato gli abusi sessuali compiuti da un confratello defunto, il noto padre Renato Poblete Barth, contro diverse donne.

Il sacerdote (1924-2010) è stato per più di 20 anni cappellano dell'istituzione caritativa "Hogar de Cristo", fondata da padre Alberto Hurtado. La Compagnia di Gesù cilena rende noto che si è ora conclusa una indagine indipendente che era stata avviata dopo la denuncia di una donna, la signora Marcela Aranda, risalente al mese di gennaio di quest'anno. L'indagine è stata affidata all'avvocato penalista Waldo Bown, dell'Università del Cile, che ha raccolto "più di 100 testimonianze". Sono ventuno le donne, oltre a Marcela Aranda, che hanno dichiarato di aver subito abusi sessuali compiuti da padre Poblete Barth. Questi gravi episodi si sono verificati tra il 1960 e il 2008. Due donne hanno riferito, in particolare, che sono state ripetutamente vittime di abusi. Tra i 22 segnalati, sono stati anche indicati quattro casi che si riferiscono ad abusi su ragazze minori di 18 anni.

L'inchiesta ha anche raccolto testimonianze di un numero significativo di persone, gesuiti e laici, che hanno parlato di "comportamenti inappropriati" da parte del sacerdote Renato Poblete Barth. Non sono tuttavia state riscontrate prove di insabbiamento della vicenda. L'avvocato Waldo Bown sottolinea però che, in alcuni casi, si è ravvisata una "responsabilità etica" per una non adeguata vigilanza.

La Compagnia di Gesù riconosce di non aver reagito "con decisione, diligenza ed efficacia" a "notizie, informazioni o segnali preoccupanti". Questa mancata risposta, si legge inj un comunicato, ha permesso che si potessero verificare abusi. E non ha impedito che tali abusi continuassero. "Non abbiamo agito con prontezza e serietà - si legge nel comunicato - e ci scusiamo con le vittime di abusi". "Il danno arrecato - si sottolinea inoltre nel documento - è enorme e, in molti casi, è così grande che è difficile misurarlo con parole". "Ci vergogniamo e ci spezza il cuore sapere che ci sono persone che abbiamo ferito". "Questo è contrario alla ragione fondamentale della nostra missione, che è la trasmissione della Buona Novella di Gesù Cristo". "Chiediamo perdono per gli abusi e per la nostra cecità e negligenza".

Nel comunicato si ricorda anche che la Compagnia di Gesù ha offerto sostegno finanziario per consentire alle vittime, che ne hanno fatto richiesta, di sottoporsi a trattamenti terapeutici. I gesuiti assicurano infine l'impegno ad approfondire, per la vicenda di padre Poblete Barth ed altri casi, spazi di dialogo tesi a definire misure riparatorie più appropriate.