Abusi, card. Zuppi: nella Chiesa non c’è prescrizione morale

Image from askanews web site
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Roma, 27 mag. (askanews) - "Per noi, nella Chiesa, non c'è una prescrizione morale ma vogliamo fare le cose con serietà". Lo ha detto il neo presidente della CEI, il card. Matteo Zuppi rispondendo oggi, nel corso della sua prima conferenza stampa dopo la nomina da parte di Papa Francesco, allo spinoso tema della pedofilia anche nella chiesa italiana. Una conferenza stampa che i giornalisti hanno indirizzato quasi completamente sul tema degli abusi sessuali e alla quale il porporato ha risposto senza nascondimenti. "Durante l'assemblea, c'è stata tanta attenzione da parte dei vescovi su questo drammatico tema dopo un lavoro di più di un anno. -ha chiarito Zuppi- Per primo il primo pensiero é ovviamente per il dolore delle vittime. C'è stata discussione vera e reale tra i vescovi ed il tempo che c'è voluto per varare le nuove misure non è stato per rimandare o fare 'melina' , come si dice in termini calcistici, ma dettata dalla scelta di fare le cose con serietà, quella dovuta alle vittime e a Santa Madre Chiesa che è stata disonorata".

Zuppi ha, quindi, indicato le misure adottate al termine dell'assemblea della CEI: potenziamento delle equipe nelle diocesi in chiave anti abusi, centri di ascolto, un report Nazionale sulle attività di prevenzione, la collaborazione con la Congregazione per la dottrina della fede supportata da centri indipendenti, la collaborazione con l'Osservatorio del ministero della famiglia sul tema della pedopornografia.

In questo senso l'arcivescovo ha parlato di "strade nuove e di una via italiana in attesa di ulteriori passaggi". "Vogliamo chiarire e non vogliamo fare nessuna resistenza. Si è toccato anche il tema dell'accompagnamento degli abusatori visto che la chiesa vuole essere madre di tutti".

Rispondendo poi alla domanda su quali iniziative si intendono prendere nei confronti di quei Vescovi che hanno insabbiato casi di abusi anche nel nostro paese, il card. Zuppi ha ricordato "che ci sono già misure molto severe stabilite", mentre sul tema dei possibili risarcimenti ha detto che si tratta "di un discorso tutto aperto" e da definire.

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