Abusi, il Papa chiede perdono a un gruppo di vittime inglesi

Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 13 giu. (askanews) - Papa Francesco ha chiesto "perdono" a nome della Chiesa ad un gruppo di uomini del Regno Unito che da bambini sono stati vittime di abusi sessuali da parte di frati comboniani e loro dipendenti laici, ed ha promesso loro che telefonerà oggi stesso al superiore generale dell'ordine religioso per chiedergli di riceverli.

"Il papa ha ascoltato pazientemente e attentamente i nostri racconti ed era visibilmente orripilato e choccato da alcuni esempi", racconta ad askanews Bede Mullen, portavoce del gruppo: "Mi è sembrato sinceramente scosso".

"Molti di noi hanno elaborato gli abusi subiti, il problema è la continua negazione che abbiamo subito da parte dei comboniani, anche adesso", afferma Bede. "Il papa era sinceramente toccato quando ci ha chiesto perdono per il modo in cui siamo stati trattati e ha detto che questo pomeriggio stesso telefonerà personalmente al superiore dei Comboniani per chiedergli di incontrarci: un incontro pastorale, senza avvocati, col cuore aperto".

Il gruppo proviene da Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda, ed era accompagnato dal cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westmnster, e dal vescovo Marcus Stock di Leeds, dove si trova il seminario minore di Mirfield dove sono avvenuti gli abusi negli anni Sessanta e Settanta.

L'udienza questa mattina è durata quasi due ore. Gli otto uomini, tutti con un'età tra i 60 e i 70, gli hanno raccontato ognuno la propria storia di abusi subiti. L'udienza, avvenuta nella biblioteca del Palazzo apostolico, è stata "emotiva", racconta Mullen, molti ricordando la propria esperienza "avevano le lacrime agli occhi". Alla fine Bede Mullen ha fatto il punto della situazione che accomuna tutto il gruppo.

Già prima dell'udienza, il gruppo dei sopravvissuti dei comboniani inglesi avevano chiarito che avrebbero raccontato al papa sia gli abusi subiti sia il rifiuto dei Comboniani di chiedere perdono e prendersi cura delle vittime. Quel che il gruppo chiede è il riconoscimento pubblico dell'inadeguatezza della risposta, l'assistenza pastorale, la rimozione del provinciale inglese e del responsabile locale della salvaguardia dei minori. "La risposta che abbiamo ricevuto dall'Ordine dei Comboniani fino ad oggi può essere caratterizzata come non cristiana, priva di empatia e non conforme all'insegnamento del Santo Padre e del Vangelo".

"Siamo anziani ormai, abbiamo tra i 60 e i 70 anni", afferma Bede Mullen: "Vogliamo solo essere in pace prima di lasciare questa terra".

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