Accadde oggi: perché 25 anni dopo il caso dell'omicidio di Tupac è ancora irrisolto

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Tupac Shakur (Photo by Fred Duval/FilmMagic)
Tupac Shakur (Photo by Fred Duval/FilmMagic)

Esattamente 25 anni fa, il leggendario rapper Tupac Shakur, o 2Pac, fu colpito da quattro colpi di arma da fuoco a Las Vegas. Il 7 settembre 1996, l'artista hip hop si trovava a bordo di un'auto guidata da Marion Knight, co-fondatore della Death Row Records, quando da una Cadillac bianca che li affiancò su Flamingo Road venne aperto il fuoco. Furono esplosi almeno 12 colpi, quattro dei quali raggiunsero Tupac e uno sfiorò la testa di Suge Knight. Tupac morì sei giorni dopo a causa delle ferite riportate. Aveva 25 anni.

Nonostante l'omicidio di Tupac abbia avuto luogo su una strada trafficata, a un isolato dallo Strip di Las Vegas, nessuno è mai stato arrestato per il crimine. La scomparsa di Tupac ha dato origine a molte teorie cospiratorie. In tanti hanno puntato il dito contro i Southside Crips, una gang di Compton, California. Tupac aveva invece a che fare con i Mob Piru Bloods, noti rivali dei Crips.

Tupac Shakur, M.C. Hammer eSnoop Dogg, Los Angeles (Photo by Jim Smeal/Ron Galella Collection via Getty Images)
Tupac Shakur, M.C. Hammer e Snoop Dogg, Los Angeles (Photo by Jim Smeal/Ron Galella Collection via Getty Images)

Tupac "ha firmato la sua condanna a morte"

Si dice che Tupac abbia firmato la sua condanna a morte quando lui e le sue guardie del corpo dei Bloods picchiarono un membro dei Crips, Orlando "Baby Lane" Anderson, nell'atrio del casinò dove da lì a qualche ora si sarebbe svolto l'incontro di boxe tra Bruce Seldon e Mike Tyson.

"Quando è corso attraverso l'atrio di quel casinò e ha colpito il membro di un'altra gang, ha firmato la sua condanna a morte", ha detto l'ex detective del Dipartimento di Polizia di Los Angeles Greg Kading, che ha guidato una task force per indagare sull'omicidio di Tupac e, successivamente, su quello di The Notorious B.I.G., noto come Biggie Smalls. Kady ha confermato che è stato Anderson a premere il grilletto nella sparatoria che alla fine è costata la vita a Tupac.

Cresce il conflitto tra Tupac e Biggie

Altri, come il giornalista vincitore del premio Pulitzer Chuck Philips, hanno ipotizzato che sia stato l'amico di un tempo e poi rivale di Tupac, Biggie Smalls (vero nome Christopher Wallace), a ordinare l'omicidio del rapper e a dare la pistola ai suoi assalitori. È noto che Wallace si fosse precedentemente offerto di pagare ai Crips un milione di dollari per quel lavoro.

Tupac Shakur e The Notorious B.I.G. 1993, New York (Photo by Al Pereira/Michael Ochs Archives/Getty Images)
Tupac Shakur e The Notorious B.I.G. 1993, New York (Photo by Al Pereira/Michael Ochs Archives/Getty Images)

La faida pubblica tra i due rapper ispirò i loro famigerati brani di sfida: "Who Shot Ya?" di Biggie e la risposta feroce "Hit'Em Up" di Tupac, oggi considerata la più grande "diss track" di tutti i tempi, con minacce violente rivolte a Biggie e ai rapper della East Coast.

Si dice che l'uscita della canzone non fece altro che esacerbare la rivalità tra East Coast e West Coast hip hop degli anni '90, giocando un ruolo nella morte di Tupac.

Tupac Shakur, 1994, Chicago (Photo by Raymond Boyd/Michael Ochs Archives/Getty Images)
Tupac Shakur, 1994, Chicago (Photo by Raymond Boyd/Michael Ochs Archives/Getty Images)

Cosa successe dopo?

La morte di Tupac ha dato il via a una serie di eventi nefasti: prima la morte di Biggie, ucciso in un agguato ordinato dall'amico del rapper della West Coast, Suge Knight. È stato il sicario Wardell "Poochie" Fouse a premere il grilletto. 

Successivamente gli assassini di Anderson e Poochie, prima che potessero essere incriminati per i loro delitti. Anderson venne freddato mentre riscuoteva un debito di droga nel 1998, Poochie mentre era in sella alla sua moto nel 2003. Per questo motivo i casi Tupac e Biggie rimangono "tecnicamente" irrisolti.

Tupac rimane uno dei rapper più importanti di tutti i tempi. La crudezza dei suoi testi, l'incedere aggressivo e la sensibilità sociale hanno fatto di lui un simbolo di resistenza e di spirito fuorilegge che ha ispirato generazioni di rapper, tra cui Kendrick Lamar e Snoop Dog.

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