Acciughe, aringhe e sardine a rischio estinzione causa climate change

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ROMA (ITALPRESS/OPERA 2030) - Molti pesci potrebbero rischiare l'estinzione poiché il riscaldamento dei mari, causato dal cambiamento climatico, aumenta la pressione sulla loro sopravvivenza e allo stesso tempo ostacola la loro capacità di adattamento. Durante l'evoluzione, i pesci hanno dovuto affrontare aumenti di temperatura inferiori a 1°C per millennio. Adesso la situazione è molto diversa, con aumenti segnalati di 0,18°C per decennio dai primi anni '80. I ricercatori ritengono che questo scenario porterà i pesci a variare le loro dimensioni, diventando più piccoli, e a muoversi di meno a causa di un aumento del metabolismo che ha bisogno di maggiore ossigeno per mantenere le funzioni corporee. Più piccoli diventeranno i pesci, tra cui acciughe, aringhe e sardine, e meno saranno in grado di trovare un nuovo ambiente a causa dei cambiamenti climatici e inevitabilmente si troveranno ad affrontare lo spettro dell'estinzione. Lo suggerisce una ricerca dell'Università inglese di Reading in collaborazione con il Centro di studi avanzati nelle zone aride (CEAZA) in Cile.

Lo studio, pubblicato su Nature Climate Change, fornisce anche la prima prova per contrastare la teoria scientifica secondo cui la diminuzione del movimento si tradurrà in più specie, suggerendo che invece è vero il contrario. Ciò significa che molte specie saranno anche meno in grado di evolversi per far fronte a temperature più calde, aumentando il rischio di estinzione.

La ricerca si è basata su analisi statistiche di un ampio set di dati relativi a specie ittiche distribuite a livello globale, per studiarne l'evoluzione negli ultimi 150 milioni di anni. Lo studio si è concentrato sui clupeiformi, un gruppo molto diversificato di pesci che si trova in tutto il mondo e che comprende specie come acciughe, aringhe dell'Atlantico, sardine giapponesi, aringhe del Pacifico e sardine sudamericane. I ricercatori asseriscono di fornire una prima solida prova di come le fluttuazioni storiche delle temperature abbiano influenzato l'evoluzione di queste specie. Tuttavia, i risultati hanno implicazioni per tutti i pesci.

I ricercatori hanno scoperto che acque più calde porterebbero a un minor numero di nuove specie in via di sviluppo, privando i pesci di un'altra delle loro armi chiave per far fronte ai cambiamenti climatici. Contraddicendo, inoltre, l'assunto secondo il quale un aumento dei pesci più piccoli potrebbe portare l'emergere di più nuove specie a causa della concentrazione delle variazioni genetiche all'interno delle aree locali. Ciò avrà un impatto sulle specie ittiche perché i pesci più grandi sono in grado di percorrere distanze maggiori, grazie alle loro maggiori riserve di energia, mentre i pesci più piccoli sono meno in grado di cercare nuovi ambienti con condizioni favorevoli, a causa dei cambiamenti climatici.

Non solo. Esistono anche implicazioni legate alle attività umane. Infatti, anche la pesca intensiva è stata collegata alle trasformazioni dei pesci in taglie più piccole della norma.

(ITALPRESS).

fsc/com

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