Accordo M5s-Pd in bilico: “Voto su Rousseau è sgarbo istituzionale”

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Prosegue la trattativa tra M5s e Pd, anche se l’accordo tra le parti sembra sempre più in bilico. La giornata di martedì infatti ha segnato il punto di rottura con la cancellazione dell’incontro previsto in mattinata e poi una serie di telefonate tra Zingaretti e Di Maio, fino all’annuncio, in serata, del voto su Rousseau. Il Pd a questo punto non ci sta, e accusa Di Maio: “Insiste per la vicepresidenza, così salta tutto“. Restano dunque due grandi nodi ancora da risolvere, il nome del vicepremier e il ruolo di Di Maio nel nuovo governo, ma mancano ormai poche ore al termine delle consultazioni.

Accordo M5s-Pd, la telefonata

Stando a quanto si apprende, sarebbe stata una telefonata a riportare la trattativa sull’orlo del precipizio. La conversazione telefonica non è stata né confermata né smentita da fonti ufficiali, ma pare che Di Maio abbia ribadito a Zingaretti la sua volontà di voler continuare a ricoprire il ruolo di vicepremier anche all’interno del nuovo esecutivo. Nella notte entrambi i leader si sono riuniti con lo stato maggiore dei rispettivi partiti, e sembra che al Nazareno siano tutti d’accordo con il segretario sul no alla vicepresidenza per Di Maio.

Voto su Rousseau: “Sgarbo istituzionale”

Nella serata di martedì, il M5s aveva comunicato tramite il Blog delle Stelle la volontà di mettere vaglio di Rousseau la possibilità di un nuovo governo. La decisione è stata però mal digerita dal Pd, il quale lo ha definito un modo “per perdere tempo” parlando poi di “sgarbo istituzionale” nei confronti di Mattarella. Per il momento, dunque, la trattativa sembra essere in stallo e il nodo principale da sciogliere è senza ombra di dubbio quello relativo al nome del premier. Sulla questione del vice, invece, Tgcom riporta una terza ipotesi possibile: una convergenza tra M5s e Pd sul nome del presidente del Consiglio, e nessun vicepremier. Nel frattempo, tra continui botta e risposta, resta confermato il vertice previsto per mercoledì mattina tra la delegazione dei capigruppo.