Accordo M5s-Pd, nuovo vertice nella notte a Palazzo Chigi

accordo m5s-pd

Proseguono gli incontri tra le delegazioni di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico in vista dell’accordo per la formazione del governo, che dopo varie titubanze, sembra aver mosso dei passi in avanti. L’ultimo vertice ha avuto luogo in notturna e stando a quanto riferisce l’Ansa, sarebbe durato poco più di un’ora. Le delegazioni a Palazzo Chigi, al termine dell’incontro, si sono date appuntamento per un nuovo vertice. Per i Dem hanno partecipato il vicesegretario Andrea Orlando e Dario Franceschini, mentre per i Cinque Stelle si sono seduti al tavolo Stefano Patuanelli e Vincenzo Spadafora. Sembra che tutti e 4 saranno a tutti gli effetti membri del futuro governo giallorosso. L’obiettivo di tanti incontri è senza dubbio quello di accelerare l’iter e permettere a Conte di salire al Quirinale già nella serata di martedì, salvo sorprese al termine del voto su Rousseau, o al massimo mercoledì.

Accordo M5s-Pd, il voto

Oggi, martedì 3 settembre, gli iscritti al Movimento 5 Stelle voteranno per la formazione del nuovo governo tra grillini e Dem sulla piattaforma Rousseau. La tensione è alta e, nonostante le due parti stiano raggiungendo un accordo, si teme una pericolosa inversione di marcia. “Basta con i dubbi. Non teniamo le idee nel cassetto: è una grande opportunità” è l’appello di Giuseppe Conte, mentre Di Maio ha fatto sapere in serata di aver rinunciato al ruolo di vicepremier con un secco: “Il nodo sul vicepremier non esiste più“. “Fiducioso e ottimista” si definisce invece Nicola Zingaretti, il quale ha detto: “Stiamo lavorando con pazienza e serietà per un governo di svolta vera, perché questo è quello che serve all’Italia“.

Il programma e la squadra

Le trattative procedono e M5s e Pd sembrano vicini all’accordo, ma al momento non è chiaro né il programma, né la squarda che prenderà parte all’esecutivo. Tanti i nomi ancora sul tavolo. Il Movimento 5 Stelle dovrebbe poter confermare Fraccaro, Bonafede e Costa, mentre potrebbero entrare Patuanelli, Spadafora, Nicola Morra e D’Incà. Voci contrastanti su Di Maio: si parla di Viminale, ma anche di Farnesina. In bilico invece l’economia: c’è chi vorrebbe un tecnico e chi invece spinge per una soluzione politica. Al Pd potrebbero invece andare il ministero della Sanità e il Mise, dove pende la candidatura di Paola De Micheli. Da considerare poi il ruolo di Leu, i cui capigruppo hanno incontrato Conte in serata.

Il nodo sul sottosegretario

Risolto il problema del vicepremier, la questione si sposta sul sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Pare che Conte voglia puntare su un uomo di sua fiducia, e circolano a tal proposito nomi come Vincenzo Spadafora e Roberto Chieppa. Tra le fila Dem, però, c’è chi da per scontato che a ricoprire tale ruolo sia una figura del Pd, dal momento che il premier “è indicato dal M5s”: spuntano dunque anche i nomi di Franceschini e Orlando, ma al momento nulla è ancora chiarito.