Accordo Pd-M5s, Di Battista tenta di far saltare la trattativa

Accordo Pd-M5s Di Battista

Alessandro Di Battista non ha fatto mistero del suo mancato entusiasmo per un eventuale accordo Pd-M5s come soluzione alla crisi di governo. L’esponente grillino è tornato a esporsi su Facebook e ha alzato la posta nelle trattative con i dem, avanzando tre nuove richieste al partito di Nicola Zingaretti. La replica della fazione pentastellata vicina a Roberto Fico: “Chi vuole andare al voto o tornare con la Lega non può dettare le condizioni“.

Di Battista sull’accordo Pd-M5s

“No ai Benetton, no a Malagò, no ai conflitti di interesse”. Inizia così il post di Alessandro Di Battista, che torna a parlare dell’accordo Pd-M5s e del “grande potere contrattuale del Movimento”. Le tre nuove richieste avanzate dall’ex deputato grillino sono le seguenti:

  1. La revoca delle concessioni autostradali ai Benetton, un gruppo che ha socializzato i costi e privatizzato i profitti e che dopo la tragedia del Ponte Morandi non deve più toccare palla.
  2. Che si porti a compimento la riforma dello sport per togliere potere clientelare dalle mani di Malagò (avvistato due giorni fa “stranamente” all’Olimpico accanto a Veltroni).
  3. Che si realizzi finalmente una legge durissima sui conflitti di interessi e contro l’accentramento di potere, immenso male del nostro Paese. Non era solo un problema riguardante Berlusconi evidentemente.

L’obiettivo di Di Battista è “contrastare il ‘deep State’, lo Stato occulto, il nemico principale degli interessi dei cittadini. Sono le mie idee e le idee devono restare protagoniste”. Il post termina con un attacco ai dem: “Io non ho sentito nessuno del PD pronunciarsi su questo in questi giorni”.

Scontro interno nel M5s

La replica ai tre punti di Di Battista arriva, prima ancora che dai dem, dai suoi stessi compagni di partito. A opporsi sono gli esponenti più vicini alla linea di azione di Roberto Fico. Il presidente della Camera guarda con favore all’accordo Pd-M5s, tanto che, secondo Gianluigi Paragone, sarebbe il “regista” dell’intera trattativa.

“Chi esplicitamente sta perseguendo la strada del voto o del ritorno con la Lega contro la volontà del gruppo parlamentare e di Beppe Grillo non può dettare condizioni a nessuno”, è il commento del portavoce M5s Luigi Gallo tramite Twitter.