Accordo Pd-M5s, la Cgil apre al Conte bis: “Ha dimostrato coraggio”

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Se Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti riusciranno a stringere un accordo Pd-M5s, il contratto di governo mostrerà una forte impronta della Cgil. È quanto emerso da recenti dichiarazioni rilasciate da Maurizio Landini, su questioni come infrastrutture, fisco e tematiche ambientali. Il segretario della sigla sindacale è apparso in sintonia tanto con i programmi dei dem quanto con quelli dei pentastellati.

Accordo M5s-Pd, la Cgil

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Maurizio Landini ha commentato l’azione politica del premier uscente Giuseppe Conte, elogiandolo per aver “dimostrato coraggio politico” e per aver avuto un “profilo istituzionale importante quando, nel rispetto della Costituzione, ha messo il Paese nella condizione di sapere con trasparenza le ragioni della crisi e i problemi da affrontare”. Il segretario della Cgil ha inoltre ammesso che “è stato il presidente del Consiglio che ha riaperto i tavoli con le parti sociali”.

Tra i vertici dei sindacati, Landini è non solo quello più vicino agli esponenti politici più a sinistra del Pd, ma anche quello che ha mostrato la maggiore apertura nei confronti del M5s. Alcune dichiarazioni rilasciate durante l’intervista assomigliano infatti a un vero e proprio programma di governo che risente tanto delle influenze di Zingaretti quanto di quelle di Conte. Le priorità per la squadra che si troverà a Palazzo Chigi, secondo il leader della Cgil, dovranno essere: “Combattere le diseguaglianze, l’impoverimento economico e sociale. Rimettere al centro [del dibattito politico, ndr] un nuovo modello di sviluppo. Fare una riforma della Pubblica amministrazione, rilanciando i diritti fondamentali del e nel lavoro, puntando sull’economia della conoscenza, sulla salute e sul rispetto dell’ambiente”.

Il segretario guarda con favore a una nuova patrimoniale (“bisogna intervenire sulle ricchezze per una lotta contro le diseguaglianze”), a seguito del blocco dell’aumento dell’Iva, e a nuove ecotasse. Non manca inoltre chi ha fatto notare che, nelle ultime interviste, Landini ha evitato di usare toni duri contro i provvedimenti simbolo del governo gialloverde, ovvero quota 100 e il reddito di cittadinanza, tanto avversate da altri rappresentanti sindacali.