Accordo Pd-M5s, Marco Travaglio sceglie i ministri nel suo editoriale

Accordo Pd M5s Marco Travaglio

Marco Travaglio non usa mezzi termini nel commentare l’ipotesi di un governo giallorosso: “Un accordo Pd-M5s sarebbe la peggior sciagura, dopo un governo monocolore Salvini”. Nel suo editoriale pubblicato sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, il direttore immagina lo scenario a Palazzo Chigi nel caso del raggiungimento di un’intesa e ipotizza chi potrebbero essere i futuri ministri.

I ministri secondo Marco Travaglio

Nel suo personale toto-ministri in caso di accordo Pd-M5s, Marco Travaglio esordisce: “Ora si attende la lista dei ‘discontinui’ del Pd, noto vivaio di teneri virgulti. Gentiloni? Franceschini? Prodi? Veltroni? Napolitano? Letta? Lotti? Martina? Pinotti? Fedeli? Madia? Lorenzin? Padoan? Troppo continui”. Esclusi i protagonisti del partito, ecco chi rimane secondo il direttore del Fatto: “Restano altre garanzie di efficacia e soprattutto serietà: Orfini, Morani, Ascani, Gozi (se Macron ce lo presta), mai stati ministri per ovvi motivi. Senza dimenticare Cantone, che si porta su tutti. Tutti Carneadi oltre la frontiera di Chiasso”.

“Messi come siamo”, continua il giornalista, “col poco tempo che darà Mattarella, di tutto c’è bisogno fuorché di trovatine nuoviste tipo corrida dei dilettanti allo sbaraglio. Serve gente che sappia subito dove mettere le mani, non per rubare ma per fare. Chi ha avuto un buon ministro degll’Interno come Minniti o degli esteri tipo Gentiloni, dovrebbe rinviare la discontinuità a tempi migliori e dar fuoco con la legna che ha. Idem per il M5s, che, a parte quattro-cinque uomini di governo (Conte, Di Maio, Bonafede, Fraccaro, Bonisoli), ha la panchina corta. Altrimenti, tanto vale lasciar perdere subito e votare. Prima comincia il monocolore Salvini, prima finisce”.

Accordo Pd-M5s

Quello che serve, continua Marco Travaglio, è “un governo serio e blindato, o è meglio votare subito, prima che Salvini si riabbia dalle sbornie e dalle sberle estive. Un governo serio non può partire dai veti, ma da una trattativa su poche cose da fare nei primi mesi. Poi, se funziona, si procede”. Parole che precedono di poche ore il primo incontro tra Pd e M5s, al termine del quale fonti dem hanno assicurato: “Non esistono ostacoli insormontabili. Clima positivo e costruttivo, ma abbiamo chiesto che l’interlocuzione con il Pd sia unica”.