Accordo Pd-M5s, nuovo incontro: riprendono le trattative

Accordo Pd-M5s nuovo incontro

Si riaprono le trattative tra dem e pentastellati nel tentativo di raggiungere un accordo Pd-M5s che porti alla formazione di un governo giallorosso. I rappresentanti dei due partiti si sono riuniti per un nuovo incontro, dopo l’annullamento del vertice mattutino di martedì 27 agosto e la decisione del Movimento di indire una votazione sulla piattaforma Rousseau.

Accordo Pd-M5s, l’incontro

Il nuovo incontro alla ricerca di un accordo Pd-M5s ha avuto inizio alle ore 9.30 e si è concluso poco prima delle 11. Le delegazioni dem e pentastellate si sono riunite alla Camera. Tra i presenti si contano i rispettivi capigruppo: Graziano Delrio e Andrea Marcucci per i democratici, Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva per il Movimento.

Patuanelli, arrivando a Montecitorio, ha dichiarato alla stampa: “Ribadisco, i veti non sono mai positivi”. Resta infatti da sciogliere il nodo della figura del premier. Il M5s non è intenzionato a cedere sull’ipotesi di un Conte bis, avversata da Nicola Zingaretti che chiede un “governo di discontinuità” rispetto al precedente. “Non credo che ci siano veti”, è la replica di Marcucci. Il secondo capogruppo dem, Graziano Delrio, assicura: “Siamo al lavoro sui contenuti“. Parole in risposta a quanti, primo fra tutti il leader della Lega Matteo Salvini, accusano Pd e M5s di litigare “sulle poltrone e sui Ministeri”, utilizzando toni da Prima Repubblica.

Orlando: “Vicepremier dem”

Commentando le richieste del leader M5s, Andrea Orlando ha dichiarato: “Non c’è un problema Di Maio, ma c’è un problema di struttura di governo. Se c’è un premier del Movimento è giusto che ci sia un vicepremier del Pd. Serve a fare comprendere che stiamo entrando in una fase effettivamente nuova”. A proposito del voto su Rousseau: “Se dovesse entrare in conflitto con la procedura prevista dalla Costituzione e incidere sulle decisioni del Capo dello Stato sarebbe inaccettabile. Se è uno strumento di decisione interna è un altro discorso”.

Calenda: “Lascerò il Pd”

“Sarò coerente. Fin dal primo giorno ho detto che non sarei rimasto se ci fosse stato un accordo Pd-M5s”, afferma l’europarlamentare Carlo Calenda. “Lavorerò per costruire una casa per chi non si sente rappresentato da questo rapporto con i 5 stelle che nasce male. Quando il Pd avrà di nuovo voglia di combattere spero di ritrovare alcune persone sulla strada”.

Zingaretti: “No Di Maio vice”

Zingaretti, arrivando a Montecitorio, ha ribadito il suo no a Di Maio come vicepremier: “Ci deve essere un governo nuovo. Ora la cosa importante è dare futuro all’Italia. Io sono ottimista, lo sono sempre nella vita”.

Alla direzione del partito, il segretario ha aggiunto: “Il Pd ha mantenuto sempre la schiena dritta. Mai abbiamo anteposto gli interessi di parte a quelli del Paese”.

D’Uva: “Clima costruttivo”

Al termine del vertice, il capogruppo M5s Francesco D’Uva ha dichiarato: “Stiamo lavorando e continuiamo, sui temi il clima è molto costruttivo e positivo. Ma chi attacca Di Maio attacca il M5s”.

Di Maio: “Trovare soluzioni”

Il leader M5s ha invitato tutte le parti coinvolte a “dimostrare responsabilità. Sono ore molto difficili per il Paese. Mi sorprende che qualcuno sembri essere più concentrato a colpire il sottoscritto che a trovare soluzioni per gli italiani. Questa è la politica, anzi una certa politica, abituata a concepire il dibattito non come occasione di crescita, bensì come uno scontro continuo e sistematico sulle persone”.