Accordo Pd-M5s polemiche: la rivolta degli elettori del Movimento

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L’accordo con il Pd è la fine del M5s“. A dirlo non sono solo osservatori politici e sostenitori della Lega che tentano di fermare una possibile intesa giallorossa, ma gli stessi elettori del Movimento. Le pagine Facebook del partito e dei suoi principali esponenti, primo fra tutti Luigi Di Maio, pullulano di commenti in cui gli utenti accusano i pentastellati di aver tradito la natura stessa del M5s e li invitano a non stringere un accordo con il partito di Matteo Renzi.

Accordo Pd-M5s, le polemiche

La maggior parte delle critiche e dei commenti negativi si trova sotto il post con cui il Movimento ha annunciato i dieci punti presentati da Di Maio al termine delle consultazioni. “Non con il Pd, sarebbe la fine del M5s”, avverte un utente. Gli fa eco un secondo commento: “State attenti, tra Salvini e il Pd centomila volte meglio Salvini. Là [tra i dem, ndr] sono una tana di lupi che vi sta aspettando per cominciare a gustare un gustoso pranzetto”. “Credo che solo tornando a un accordo con la Lega si possa continuare a ricevere la fiducia di chi ha votato per il cambiamento. Voi dovevate essere il cambiamento e state per allearvi con chi avete sempre combattuto al grido di onestà. Siete diventati esattamente come tutti gli altri. Cambiate nome per il rispetto di chi vi ha votato credendo nelle vostre parole”.

C’è chi ricorda che proprio il leader Di Maio ha detto in passato: “Mai con il partito di Bibbiano, tassativo”. Altri invitano il M5s a ricorrere a quella democrazia diretta a cui tante volte il partito si è appellato: “Da qui a martedì, perché non consultate noi elettori?”.

Le accuse alla Lega

Simile è lo scenario sul profilo del leader della Lega. Gli elettori, all’indomani della crisi di governo, hanno accusato Matteo Salvini di essere “falso, incoerente, inaffidabile, una primadonna” che ha pensato prima ai suoi interessi che a quelli della nazione. “Siamo profondamente pentiti”, ammette chi il 4 marzo 2018 ha votato per il Carroccio. Si tratta del primo duro colpo accusato dalla Lega sui social, dopo lo straordinario consenso raccolto grazie alle strategie della Bestia.