Accordo R. Lombardia-Università Bergamo per sviluppo ciclabilità

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Milano, 9 mag. (askanews) - Accordo tra Regione Lombardia e Università degli Studi di Bergamo per realizzare uno studio finalizzato a individuare strategie per lo sviluppo della ciclabilità nel territorio Sud-Ovest della provincia di Bergamo. Lo stabilisce una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell'assessora alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, che stanzia 25mila euro a favore dell'ateneo bergamasco.

Lo ha riferito in una nota la stessa Regione Lombardia, spiegando che la delibera approva lo schema di accordo di collaborazione con l'Università bergamasca per la realizzazione di uno studio di valutazione delle potenzialità dello "shift modale" sulla ciclabilità nell'ambito del territorio delimitato a Nord da Bergamo e dalla linea ferroviaria Bergamo - Ponte San Pietro, a Ovest dal fiume Brembo, a Est dalla SP ex SS 591 e a Sud dalla SP 112. Lo studio si propone di mappare i percorsi ciclopedonali esistenti, analizzare la domanda di utenti attuali e potenziali e identificare i possibili interventi su cui concentrare gli investimenti, in modo da garantire maggior continuità alla rete ciclabile. Il documento dovrà essere ultimato entro la fine del 2022.

"L'obiettivo è realizzare infrastrutture ciclopedonali, anche extraurbane, che possano favorire un cambiamento delle abitudini e dunque invogliare un numero sempre maggiore di persone a scegliere la bicicletta come mezzo per gli spostamenti quotidiani" ha spiegato Terzi, sottolineando che "al centro del progetto c'è l'intermodalità come paradigma della mobilità sostenibile: lo studio analizzerà infatti anche la possibilità di collegare, in condizioni di sicurezza, i poli universitari di Bergamo e Dalmine con le stazioni ferroviarie".

"L'obiettivo della collaborazione con la Regione, pur nel suo riferimento territoriale, è quello di pensare alla ciclo-pedonalità come strumento per lo shift modale almeno nei tragitti entro i 10 chilometri" ha dichiarato il docente di Ingegneria economico-gestionale dell'Università di Bergamo, Paolo Malighetti, aggiungendo che "oggi mancano le infrastrutture, si sottovalutano le potenzialità della mobilità dolce e si pensa troppo localmente". "Saremo da stimolo per i progetti dei Comuni - ha concluso - e di supporto per le politiche regionali volte a favorire una mobilità più sostenibile".

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