Accordo Serbia-Kosovo su delicata disputa targhe, Tajani: futuro Balcani è in Ue

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Roma

PRISTINA/ROMA (Reuters) - Kosovo e Serbia hanno raggiunto nella notte un accordo per porre fine a una disputa di quasi due anni sulle targhe automobilistiche nel Nord del Kosovo, che si temeva potesse scatenare una nuova ondata di violenza etnica.

Lo ha annunciato il capo della politica Estera Ue.

"Abbiamo un accordo", ha scritto su twitter Josep Borrell. "Sono molto lieto di annunciare che i capi negoziatori del Kosovo e della Serbia, con la mediazione Ue, hanno concordato misure per evitare ulteriori escalation e per concentrarsi pienamente sulla proposta di normalizzazione delle loro relazioni".

Il Kosovo aveva programmato di iniziare a comminare multe da giovedì a circa 10.000 automobilisti serbi che continuano a usare targhe rilasciate dalla Serbia.

"La Serbia smetterà di emettere targhe con denominazioni di città del Kosovo e il Kosovo cesserà ulteriori azioni relative alla reimmatricolazione dei veicoli", ha scritto Borrell.

"E' ora necessario proseguire sulla strada del dialogo e della piena normalizzazione delle relazioni tra quei Paesi. Il futuro dei Balcani è in Europa e l'Italia è pronta a svolgere un ruolo da protagonista nella regione", ha commentato il ministro degli Esteri Antonio Tajani che martedì era andato in missione nei due Paesi con il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Quest'anno Pristina ha tentato di imporre alla minoranza serba di cambiare le vecchie targhe automobilistiche risalenti a prima del 1999, quando il Paese faceva ancora parte della Serbia. I serbi della parte settentrionale del Kosovo hanno opposto resistenza, a volte in modo violento.

Circa 50.000 persone di etnia serba che vivono in Kosovo si rifiutano di riconoscere l'autorità di Pristina e si considerano ancora parte della Serbia.

Nel 2013, Kosovo e Serbia si sono impegnati a dialogare per risolvere le questioni ancora aperte, ma i progressi sono stati scarsi.

La dichiarazione di indipendenza del Kosovo del 2008 è riconosciuta da circa 110 Paesi, ma non da Serbia, Russia, Cina e da cinque Stati Ue.

La Nato ha ancora circa 3.700 forze di pace sul campo.

(Versione italiana Francesca Piscioneri, editing Claudia Cristoferi)