Accordo Serbia-Kosovo su targhe auto. Ue: " Ora normalizzazione dei rapporti"

Alla fine dopo serrate trattative, Serbia e Kosovo hanno raggiunto un accordo per porre fine alla loro disputa sulle targhe delle auto con la mediazione di Bruxelles. I capi negoziatori hanno concordato misure per evitare un'ulteriore escalation e per concentrarsi completamente sulla proposta di normalizzazione delle loro relazioni", ha scritto il numero uno della politica estera europea Josep Borrell su Twitter.

Alla fine il premier kosovaro Albin Kurti ha accettato tutto quello che solo aveva respinto, sottolineando come l'intesa smentisca la politica punitiva del governo di Pristina nei confronti di automobilisti con targa serba in Kosovo.

Dunque alla fine la Serbia non emetterà targhe con le denominazioni delle città del Kosovo e il Kosovo cesserà ulteriori azioni relative alla reimmatricolazione dei veicoli. “Inviterò le parti nei prossimi giorni a discutere i prossimi passi", ha affermato ancora Borrell aprendo la strada a negoziati che possano far fare passi avanti sul cammino europeo a Belgrado e Pristina.

Ora per Besnik Bisljimi, il capo negoziatore kosovaro, dopo l'intesa è necessario continuare a negoziare sulla proposta dell’Unione. appoggiata da Germania e Francia, sulla piena normalizzazione dei rapporti" fra le due parti.

La voce delle donne

La presidente del Kosovo Vjosa Osmani, da parte sua, ha ringraziato l'ambasciatore americano a Pristina Jeff Hovenier e l'amministrazione Usa "per la loro attiva partecipazione nel raggiungimento dell'accordo a Bruxelles".

A suo avviso, l'appoggio degli Usa al processo di dialogo tra Belgrado e Pristina è necessario. Era stato su pressione dell'ambasciatore Hovenier che il premier Kurti aveva deciso di prorogare di altre 48 ore l'inizio - dell'imposizione della multa da 150 euro per i possessori di auto con targa serba.

Nel mezzo della questione si è fatta sentire anche la voce di migliaia di donne serbe kosovare che mercoledì sono scese in piazza sfilando per le strade di Mitrovica per chiedere un'attenuazione della tensione tra Belgrado e Pristina, una situazione resa ancora più delicata proprio a causa della diatriba sulle targhe delle auto.