"L'Italia non si ferma". Cosa prevede il protocollo di sicurezza per i lavoratori

Ilaria Conti

Dopo 18 ore di trattativa, parti sociali e governo arrivano a un accordo e mettono a punto un protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a seguito dell'emergenza coronavirus. Un'intesa in 13 punti in cui si sottolinea che "la prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione".

È possibile il ricorso agli ammortizzatori sociali e al lavoro agile e "si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività". Sono inoltre incentivate le ferie e i congedi retribuiti e si stabilisce l'uso della mascherina se non si può rispettare la distanza di un metro.

Soddisfatto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che su Twitter scrive: "Dopo diciotto ore di un lungo e approfondito confronto, è stato finalmente siglato tra sindacati e associazioni di categoria il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L'Italia non si ferma".

Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, sottolinea che "così le aziende, anche facendo ricorso agli ammortizzatori sociali, potranno garantire ai lavoratori più sicurezza".Sempre su Twitter il ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, evidenzia che "è stata una notte importante per tutto il Paese". Ringrazia associazioni di categoria e sindacati per aver "dato prova di essere all'altezza delle sfide che ci aspettano. Uniti per non fermare l'Italia".

Dopo diciotto ore di un lungo e approfondito confronto, è stato finalmente siglato tra sindacati e associazioni di categoria il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L'Italia non si ferma.

— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) March 14, 2020

Soddisfazione di Confindustria e sindacati

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, assicura che l'industria italiana si mette al servizio del Paese "nella consapevolezza che insieme potremo superare ogni difficoltà".

"L'accordo raggiunto oggi - dice - ci permetterà in questa fase di emergenza di comprendere e considerare le fabbriche italiane al servizio del Paese a partire dalle filiere dell'agroalimentare e del farmaceutico per garantire a tutti noi i beni primari e tutelare ogni filiera della produzione. Dando attenzione prioritaria alla salute delle persone nei luoghi del lavoro ciò ci consentirà anche di superare questa fase delicata e prepararci alla ripresa economica appena ne usciremo".

Plaudono anche i sindacati: "Siamo stati capaci di portare il governo e le imprese a dire che al centro ci sono salute e sicurezza: prima viene la salute, perché questa è la condizione per far ripartire la nostra economia", commenta il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Questo protocollo, aggiunge, "oggi mette a disposizione una strumentazione importante ma c'e' bisogno di una volontà e di un'attenzione" e avverte: "Nessuno deve rimanere da solo e nessuno deve essere licenziato. C'è bisogno che il governo vari il decreto e che metta 4 miliardi sulla cassa integrazione".

Secondo Annamaria Furlan, numero uno della Cisl, alla fine ha prevalso l'unità: "È stata una lunga notte di discussione, ma alla fine è prevalso un senso di comune responsabilità e di positiva unità. La nostra priorità rimane quella di tutelare la salute ed il reddito di tutti i lavoratori italiani".

Anche il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, ammonisce che bisogna vincere uniti la battaglia contro il virus ed evitare che il Paese sprofondi nella recessione: "E' prevalso il buon senso e abbiamo fatto valere il principio della priorità della sicurezza sul profitto, valorizzando il ruolo delle Rsu e degli Rls e Rlst".

I punti del documento

Sono tredici i temi toccati dal "Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro" siglato da governo e parti sociali. 

  • informazioni;
  • modalità di ingresso in azienda;
  • modalità di accesso dei fornitori esterni;
  • pulizia e sanificazione in azienda; precauzioni igieniche personali;
  • dispositivi di protezione individuale; gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori, distributori di bevande e snack);
  • organizzazione aziendale (turnazione, trasferte e smart work);
  • gestione degli orari di lavoro;
  • rimodulazione dei livelli produttivi); gestione entrata e uscita dei dipendenti;
  • spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione;
  • gestione di una persona sintomatica in azienda;
  • sorveglianza sanitaria, medico competente,
  • Rls;
  • aggiornamento del protocollo di regolamentazione. 

Di seguito il testo integrale