Accordo Usa-Turchia sulla Siria, 120 ore di tregua per ritiro curdi

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Dopo un’ora e quaranta di trattative, nella serata del 17 ottobre Usa e Turchia sono finalmente giunte ad un accordo in merito al futuro della situazione in Siria. Riuniti ad Ankara, il Vicepresidente americano Mike Pence ed il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno infatti stabilito una tregua di 120 ore per permettere alle forze militari curde di ritirarsi verso zone più sicure. In questo modo verrà liberata la zona cuscinetto sul confine siriano di 32 chilometri di larghezza, voluta da Erdogan per sgomberare il campo da quelli che lui definisce “terroristi curdi”.

Accordo Usa-Turchia sulla Siria

Al termine dell’incontro, il Vicepresidente Pence ha spiegato come la Turchia abbia accettato di sospendere la cosiddetta Operazione Primavera di Pace, iniziata lo scorso 9 ottobre in concomitanza con il ritiro delle forze Usa dalla regione. Il cessate il fuoco consentirà all’esercito curdo del Rojava di arretrare su posizioni considerate più sicure in modo lasciare spazio alla zona cuscinetto voluta dallo stesso Erdogan.

L’accordo tra Usa e Turchia arriva inoltre a meno di un mese dalla prevista visita di stato di Erdogan a Washington del prossimo 13 novembre. Visita nella quale incontrerà il Presidente Donald Trump, che poco dopo la fine dell’incontro di oggi ha twittato soddisfatto per il risultato raggiunto con l’alleato turco: “Grandi novità dalla Turchia, grazie Erdogan. Milioni di vite saranno salvate”.

Clima teso tra i due paesi

Malgrado il risultato raggiunto con l’avvio del cessate il fuoco, il clima durante l’incontro tra Pence ed Erdogan non è stato dei più gioviali. Come dimostrano le fotografie scattate dai reporter presenti sembra infatti che gli sguardi tesi dei due uomini di stato volessero evidenziare la situazione di raffreddamento dei rapporti tra i due paesi.

Dopo aver annunciato il ritiro delle proprie truppe infatti, Donald Trump si è nei giorni successivi prodigato per evitare che Erdogan avviasse operazioni militari contro i civili curdi. Lo stesso Presidente si è poi lanciato in una serie di dichiarazioni contraddittorie, culminate con una celebre lettera in cui invita letteralmente Erdogan a non comportarsi come uno sciocco.