Account bannati o bloccati per diversi utenti di Instagram: le conseguenze

Instagram problemi
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“Abbiamo sospeso il tuo account nella seguente data: 31 ottobre 2022”, è questo il messaggio che è stato fatto pervenire a diversi utenti di Instagram nelle ultime ore. Molti, infatti, hanno segnalato che il loro profilo Instagram è stato chiuso definitivamente o bloccato. Ciò ha portato ad un problema non certo trascurabile: diversi account hanno perso centinaia, se non migliaia di follower. Si tratterebbe di un’operazione di pulizia di profili falsi che Meta avrebbe messo in atto. Tra i VIP che hanno segnalato di aver avuto questo problema c’è anche Andreas Muller. Quest’ultimo ha affermato di aver perso circa 30mila follower.

Instagram, problemi per diversi utenti: le cause

Non sarebbe ancora noto il motivo che avrebbe portato al malfunzionamento della piattaforma e quindi alla disattivazione o al blocco di pagine e profili. Lo stesso social network ha fatto sapere tramite Twitter che, attualmente stanno lavorando per risolvere il problema: “Siamo consapevoli che alcuni di voi stanno riscontrando problemi di accesso al proprio account Instagram. Stiamo cercando di risolverlo e ci scusiamo per l’inconveniente”, è quanto si legge.

Va anche detto, che non si tratterebbe di un down generalizzato. Oltre al blocco e alla chiusura degli account, c’è chi ha segnalato che la password è stata cambiata e non ha alcuna possibilità di recuperarla e c’è anche chi si è detto preoccupato di non poter più riavere le proprie foto.

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L’hashtag #instagramdown è virale

Com’era prevedibile moltissimi utenti si sono già riversati su Twitter per esprimere le loro preoccupazioni tanto che l’hashtag #Instagramdown. Un problema non da poco per Meta se si pensa che lo scorso 25 ottobre era rimasta bloccata per qualche ora la piattaforma di messaggistica WhatsApp. Solo qualche giorno fa l’AD di Tim Labriola aveva dichiarato:

“Il 25 ottobre ci sono state 3 ore di down di #Whatsapp a livello globale. A chi si sono rivolti tutti coloro che hanno reclamato il disservizio? A noi di TIM, che offriamo servizi di telecomunicazioni, ovviamente! Voglio scusarmi personalmente con tutti coloro che non abbiamo aiutato e a cui non siamo riusciti a dare informazioni. Questa però è anche l’occasione per spiegare cosa succede in questi casi. In sole 3 ore il call center di TIM ha ricevuto il 310% in più di chiamate rispetto alla media: in 3 ore 65.000 clienti si sono rivolti a noi perché pensavano che potessimo aiutarli a risolvere il problema e dare loro informazioni puntuali. Purtroppo, non solo non possiamo garantire la continuità dei servizi digitali degli OTT che sfruttano le nostre infrastrutture, ma questi non sono neanche tenuti a darci informazioni puntuali sul disservizio e sui tempi stimati di ripristino del servizio, in modo da metterle a disposizione dei nostri clienti. Il paradosso è che in quelle 3 ore TIM ha sostenuto tutti i costi dell’informazione, senza che questo portasse alcun beneficio ai nostri clienti. Ce lo dice chiaramente l’indice di soddisfazione che monitoriamo alla fine di ogni contatto con il call center, che è sceso addirittura di 1 punto nella scala da 1 a 10. Questo paradosso mette in luce un aspetto economico importante: a un Operatore come TIM 3 ore di queste informazioni al cliente costano circa 40.000 euro. Gli OTT non hanno alcun obbligo, di conseguenza non sopportano alcun costo e ribaltano l’effetto del disservizio sugli operatori delle telecomunicazioni. Quello di ieri è stato un caso isolato? No, come emerge dall’indagine annuale di Mediobanca sulle TLC, è solo una delle tante circostanze che rendono concreta e tangibile la necessità di ridefinire le regole del gioco nel nostro settore, e in particolare in Italia”.