Accuse e minacce di carte bollate. Cresce lo scontro sul Mes tra Conte e Salvini

Paolo Molinari

Lo scontro tutto politico sulla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità potrebbe a breve diventare scontro giudiziario se, come annunciato, Matteo Salvini denuncerà Giuseppe Conte per "attentato contro lo Stato" e se il presidente del Consiglio dovesse denunciare Salvini per "calunnia", come promesso da Accra, in Ghana, dove il premier ha inaugurato un progetto educativo promosso dall'Eni.

Per rimanere allo scontro politico, va ricordato che la riforma del Mes si concluderà a dicembre con il summit dei capi di stato e di governo dei Paesi europei e, stando al testo esaminato dall'Eurogruppo lo scorso giugno, prevede fra le altre cose una rinegoziazione dei debiti dei singoli stati, con la possibilità degli stati creditori di applicare degli interessi più alti per quei Paesi considerati meno stabili. Fra questi, l'Italia.

Da qui arriva l'accusa delle opposizioni, con Salvini e la Lega in testa, che accusano il governo di approvare una norma europea spiccatamente anti-italiana. Una accusa che le forze di maggioranza rispediscono al mittente con due postille: la prima è che a giugno, quando c'è stato il primo via libera alla riforma del Mes, al governo c'era proprio Salvini e la Lega, assieme agli allora alleati M5s.

La seconda è che la riforma europea non è stata ancora approvata definitivamente. Lo scontro, tuttavia, è ormai ai massimi livelli istituzionali, con Salvini che chiama in causa il Presidente della Repubblica. "Chiediamo un incontro al Presidente della repubblica, che è garante della Costituzione". Già, ma perchè Salvini si rivolge a Sergio Mattarella? È convinzione dell'ex ministro dell'Interno, che Conte, dando il via libera al Mes così riformato, abbia "commesso un atto gravissimo, un attentato ai danni del popolo italiano".

Il Capo dello Stato, chiamato in causa da Salvini, ha preferito evitare qualunque reazione. In passato, del resto, non ha mai ricevuto chi lo sollecitava quando la richiesta riguardava un argomento come quello avanzato oggi, la presenza del premier alle Camere e un secondo pronunciamento dell'Aula sul Mes, che investe in modo molto netto le competenze e l'autonomia del Parlamento.

Certo a qualcuno non è sfuggito che poco dopo l'appello a Mattarella da parte di Salvini, Conte abbia manifestato la sua disponibilità a riferire a Montecitorio lunedì prossimo e più d'uno scommette su una moral suasion del Presidente sul premier per fare chiarezza davanti ai deputati e al paese su un argomento assai delicato, ma dal Quirinale smentiscono questa eventualità.

Quanto al merito, al Colle non intendono interferire con scelte che sono prettamente governative. Una scelta, quella di Conte di riferire alla Camera, precedente la richiesta di Salvini al Colle. Il presidente del Consiglio ne parla durante la notte italiana, quando è appena giunto in Ghana: "Sarò presto in Aula, riferirò e avremo la possibilità di chiarire a tutti gli italiani quello che sta accadendo, il negoziato, dove e come ci siamo arrivati, perché, senza nessun problema".

Oltre che nell'Aula di Montecitorio, il premier sembra intenzionato a parlare anche in un'aula di tribunale per difendersi dalle accuse del leghista. "A Salvini se è un uomo d'onore dico questo: vada in Procura a fare l'esposto. Vorrei chiarire agli italiani che non ho l'immunità perché non sono parlamentare. Lui ce l'ha e ne ha già approfittato per il caso Diciotti. Adesso veda questa volta, perché lo querelerò per calunnia, di non approfittarne più".

Il primo "avvocato" di Conte, tuttavia, è il segretario dem Nicola Zingaretti: "La Lega vive alimentando paure. Quando era al Governo, Salvini ha condiviso e approvato la riforma del fondo salva stati. Ora, come al solito, diffondono teorie false per danneggiare l'Italia, la sua forza e credibilità, per allontanarla dall'Europa e indebolirla. Non lo permetteremo mai".

Il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, pur rinnovando la sua fiducia in Conte e nel ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, sottolinea che "occorre migliorare il negoziato difendendo gli interessi dell'Italia. Resta solida la nostra appartenenza ad Euro ed Europa, malgrado ciò se qualcosa non è accettabile va migliorata. E la riforma del Mes si può migliorare, siamo qui per questo".