Acea: accelerare su rete ricarica, solo 1 colonnina su 9 è veloce

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Image from askanews web site
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Milano, 3 nov. (askanews) - Le colonnine di ricarica in Europa scarseggiano e quelle potenti che permettono di ricaricare i veicoli in tempi "accettabili" sono solo l'11%. E' l'allarme che lancia l'Acea, Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) mentre i governi nazionali e il Parlamento europeo stanno lavorando sul regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (Afir) proposto dalla Commissione europea a luglio. L'Afir è una componente centrale del pacchetto climatico "Fit for 55" europeo, che include anche nuovi obiettivi di CO2 per le auto.

Dei circa 225.000 caricabatterie pubblici attualmente disponibili nell'UE, solo 25.000 sono adatti alla ricarica rapida. In altre parole, solo uno su nove punti di ricarica europei è un caricabatterie veloce (con una capacità di oltre 22 kW). I restanti punti di ricarica (con una capacità di 22 kW o meno) includono molte prese di corrente a bassa capacità.

Ricaricare un'auto elettrica utilizzando le prese di corrente può richiedere fino a un'intera notte. Al contrario, l'utilizzo di un caricabatterie rapido ad alta capacità può ridurre i tempi a meno di un'ora.

"Per convincere più cittadini a passare all'elettricità, dobbiamo eliminare tutti i problemi associati alla ricarica", ha affermato il direttore generale di Acea, Eric-Mark Huitema. "Le persone hanno bisogno di vedere molte stazioni di ricarica che devono essere veloci e facili da usare, senza dover aspettare in lunghe code".

"La ricarica dovrebbe essere comoda e semplice come lo è oggi il rifornimento di carburante. Sfortunatamente, la proposta Afir non è neanche lontanamente abbastanza ambiziosa per raggiungere questo obiettivo. Inoltre, è totalmente disallineata rispetto ai nuovi obiettivi di CO2 proposti per le auto", ha ammonito Huitema.

L'Acea esorta pertanto il Parlamento europeo e il Consiglio a rafforzare in modo significativo la proposta della Commissione, al fine di garantire che l'Europa possa costruire una fitta rete di infrastrutture di ricarica e rifornimento, compreso un numero sufficiente di ricariche veloci in ciascuno Stato membro dell'UE entro il 2030.

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