Achille Lauro, Takagi & Ketra e le altre uscite della settimana

Gabriele Fazio

AGI - Dal nuovo singolo di Achille Lauro che flirta col twist al tormentone di Takagi & Ketra, dal rap di Emis Killa ed Ernia al ritorno di Marina Rei, da Tosca che canta Lucio Dalla a MOX e Dente che cantano la notte. Questo e molto altro nelle nostre recensione alle nuove uscite della settimana.

Achille Lauro – “Bam Bam Twist”

Un'operazione non molto chiara questa di Achille Lauro, che quando non gli è permesso di vestirsi su un palco da Raffaella Carrà mostra regolarmente i suoi limiti come musicista. Il titolo avrebbe suggerito una sperimentazione diversa, ma di quel twist che lui descrive come “evoluzione sexy e sensuale dello swing” c'è poco o niente. Avrebbe dovuto essere forse un omaggio alla musica di tempi andati quando, non ce ne voglia, la musica era un'altra cosa, ma non ne troviamo traccia. Ci piacerebbe segnarla nella lista dei tormentoni estivi, come un'operazione furba, ma non è nemmeno sto granché orecchiabile. Facciamo che ci rivediamo alla prossima e amici come prima.


Takagi & Ketra feat. Elodie, Mariah, Gipsy King, Nicolas Reyes e Tonino Bailardo – “Ciclone”

Ecco, a proposito di operazioni furbe, Takagi & Ketra in termini di tormentoni estivi sono maestri assoluti, cinture nere, se il tormentone estivo fosse un'arte marziale loro sarebbero Bruce Lee. Perdere tempo per fare una critica musicale di “Ciclone” sarebbe inutile come fare una critica cinematografica del video di un matrimonio, mica stiamo parlando di opere d'arte, parliamo di prodotti che hanno uno scopo ben preciso, quello di un video di matrimonio è farlo sorbire agli amici più intimi e poi finire sotterrato in casa tra i VHS di Panorama, quello di “Ciclone” è far ballare squinzie brillocce nei lidi estivi mentre sorseggiano cocktail annacquati dalle dubbie colorazioni. La buona notizia per Takagi & Ketra è che probabilmente ci riusciranno, la buona notizia per noi è che i Gipsy King sono vivi e schitarrano con noi come ai bei tempi. Alè!


Emis Killa feat. Westside Gunn – “Andale”

Singolo che mette in luce un'inaspettata cazzimma. “Andale” suona un po' come un andare a quel paese, ma più istantaneo, più categorico, più veloce. Il featuring di un rapper totalmente diverso come Westside Gunn arricchisce il pezzo rendendolo estremamente valido. Complimenti.


Tosca feat. Silvia Perez Cruz – “Piazza Grande”

A grande richiesta di pubblico Tosca e Silvia Perez Cruz incidono la cover con la quale hanno vinto la serata dedicata dell'ultimo Festival di Sanremo. Tutto corretto, quell'esibizione così maestosa nella sua straordinaria semplicità e onestà, non poteva restare imprigionata negli archivi della RAI in attesa di una puntata di Techeté. “Piazza Grande” di Lucio Dalla è un capolavoro senza tempo, inutile star qui a scambiarci ovvietà, ma non è mica tanto ovvio che una cover, anche se realizzata con mestiere, possa rendere in maniera così efficace. Tosca invece, come praticamente tutto ciò che tocca, la rende leggera e intensa, cambia il sapore del pezzo senza alcuna mortificazione, con una precisione chirurgica, una rilettura profonda, sensata, in compagnia di una artista dal valore eccezionale come Silvia Perez Cruz. Un pezzo utile a ripulire le orecchie dalle schifezze già nel forno dell'estate 2020.


MOX feat. Dente – “Di notte”

Fortunatamente c'è qualcuno che scrive anche l'altra faccia dei tormentoni, l'altra faccia dell'estate, quella faccia che vive, appunto, più di notte, che non si abbrustolisce in spiaggia e, perché no, se ne gira, riappunto, per la notte, in cerca di un senso, in ricordo di qualcosa o qualcuno. MOX e Dente, due artisti dell'universo indie di generazione diverse ma dalla stessa mole romantica, incrociano le loro voci alla perfezione in questa serenata meravigliosamente buia e senza nomi, una confessione brutale e nostalgica nella quale, chi non ha mai sviluppato quell'odiosa impermeabilità alle cose della vita, saprà riconoscersi.


Shade – “Autostop”

“Cerco il mare in autostop/tra i tuoi occhi e un altro shot” cantato su una basetta degna di una Bontempi System 5. Questa storia dei tormentoni vi sta sfuggendo davvero di mano.


Marina Rei – “Dimenticarci”

Il ritorno di Marina Rei non poteva essere migliore né più tempestivo, perché “Dimenticarci” è un pezzo splendido e intimo, carico di una maturità che non cela la natura della Marina Rei che tutti noi amiamo, e perché l'attuale discografia è rimasta zoppa di cantautrici donne di un certo livello.


Ernia – “Gemelli”

Quello di Ernia è un ottimo album rap che si fa ascoltare dall'inizio alla fine. È un ottimo album rap anche perché non c'entra granché con il genere di rap che “va” in questo momento. Molto più concentrato sulla parola, sulla necessità e la voglia di dire qualcosa di se e, allo stesso tempo, di confrontarsi con artisti del panorama di ieri e di oggi in una pluralità di significati che ci restituisce il titolo, appunto, “Gemelli”, dagli amici Tedua, Rkomi e Lazza a Fabri Fibra (ottima “Non me ne frega un cazzo”, uno dei miglior feat offerti da Fibra negli ultimi anni), fino a Shiva, Luché e Madame. Un rap suonato e intonato, ascoltabile, digeribile, potabile. Un po' di sana alternanza è doverosa in questa scena ed Ernia la offre su un piatto d'argento, non sarà il più cattivo di tutti, ma mica bisogna sempre fare a botte ogni volta che si prende un mic in mano per rappare.


Leo Pari – “Le donne sono come le stelle”

La caratteristica di Leo Pari è sempre quella di fare musica a sé, ascolti le prime note e ti sembra la più classica delle canzoni indie e, visto che l'indie è morto, ti viene quasi voglia di “skippare” senza concedere altre chance; se il pezzo non è azzeccato, e questo non è il più azzeccato della sua consolidata discografia, alle volte può anche peggiorare ma, state certi, ad un certo punto arriverà un colpo di genio, quell'accordo giusto, niente di che, che vi renderà immediatamente il pezzo, nonostante la banalità di certi passaggi, simpatico.


COMETE – “Ma tu”

COMETE, per chi non lo sapesse, è l'Eugenio Campagna dell'ultima edizione di X-Factor, la quota indie del cast per essere precisi. Posto che di Eugeni Campagna se ne trovano 5 o 6 in tutti i bar del Pigneto, bisogna ammettere che, Campagna o COMETE che sia, il ragazzo le sue canzoni, in perfetto stile indie, le sa comporre bene. Non c'è niente di sbagliato in “Ma tu”, se non la tempistica, che ormai manda quasi sempre al macello questo genere di pezzi, che invece meriterebbero più attenzione, se non fosse che suonano tutti dannatamente uguali. L'impressione, con l'andare del tempo, è che le attuali gerarchie del pop italiano siano dovute essenzialmente al destino, se COMETE veniva fuori un quarto d'ora prima, magari a X-Factor ci finivano Calcutta e Tommaso Paradiso. C'est la vie.


Chiara Galiazzo – “Non avevano ragione i Maya”

Vi ricordate di Chiara Galiazzo? Si? Davvero? A parte gli scherzi, il punto non è il talent o non talent, il punto è il mercato che si è allargato alla velocità della luce e il pubblico non ha letteralmente più il tempo di stare ad ascoltare cose già sentite. Chiara Galiazzo è molto molto brava ma è rimasta alla vittoria di X-Factor del 2012, ben otto anni fa, e ciò che funzionava allora oggi non viene preso nemmeno in considerazione. È la triste storia di chi grazie alle luci della tv parte con 100 metri di vantaggio nella corsa, ma resta senza benzina a metà gara. E, sia chiaro, col talento non c'entra nulla, è il mercato che funziona con regole diverse e mentre i ventenni si mangiano le classifiche con la trap, “Non avevano ragione i Maya” si ritrova senza orecchie giuste per farsi ascoltare.


I Giocattoli – “Teletrasporto”

Ecco una ventata di freschezza, una band che ha la predisposizione a dire qualcosa di nuovo. Nessun eccesso fine a se stesso, una sonorità coinvolgente ma non per forza allegrotta fino all'irritazione. Per fare buona musica alle volte basterebbe percepire cosa suggerisce il mercato e poi fare l'esatto opposto. Bravissimi.


Boriani – “La Pellegrini”

Non è la prima volta che un mito dello sport viene utilizzato come metafora per raccontare imprese personali, una certa attitudine alla vita e sappiamo bene che trattasi di un percorso minato, perché i miti sono miti proprio perché intoccabili e Federica Pellegrini rientra in questo circolo degli illuminati. Boriani, ottimo cantautore, azzecca la canzone giusta, forse quella che può finalmente lanciarlo nel cielo di questo indie acciaccato da una noia mortale e che gente come lui potrebbe un attimo far rinsavire. Bravo.