Acli: crisi, famiglie italiane costrette alle acrobazie

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Roma, 4 dic. (askanews) - Le famiglie italiane sono costrette a fare "acrobazie" per affrontare i problemi di denatalità, invecchiamento, povertà e disoccupazione: lo registrano le Acli in un rapporto presentato oggi a Roma.

Alla conferenza è intervenuta la ministro per le Pari opportunità Elena Bonetti. Le famiglie, ha detto il presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini, chiedono "più Stato", ossia politiche strutturali a favore delle famiglie tramite maggiori risorse e più servizi, ha detto Rossini, che ha in particolare proposto l'introduzione di livelli essenziali di prestazione.

In base ai dati Istat ed Eurostat rielaborati, aumenta la disoccupazione, specie giovanile, e "si fa sempre più pressante la sofferenza dei 35-49enni, che sono troppo vecchi per godere di inventivi e troppo giovani per rientrare tra i più garantiti".

L'Italia è prima in Europa per i "neet", giovani che né studiano né cercano lavoro, e «nel 2016 16mila giovani laureati hanno lasciato il nostro paese e poco più di 5mila sono rientrati".

Le donne "partecipano ancora troppo poco al mondo del lavoro anche a motivo della bassa condivisione tra i componenti della famiglia della gestione dei carichi di lavoro e di cura".

(segue)